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campagna SENZA RITORNO


- Da Harry Harlow a Stephen Suomi – 70 anni di tortura sui primati negli USA: L'associazione welfarista americana PETA ha recentemente pubblicato una investigazione condotta sotto copertura all'interno dei laboratori dell' Istituto Nazionale della Sanità (National Institute of Health – NIH) a Poolesville, nel Maryland. Da decenni Stephen Suomi, erede del tristemente noto vivisettore Harry Harlow, porta avanti studi sui traumi subiti da cuccioli di scimmia privati delle loro madri. Gli stessi terribili studi che hanno reso Harlow celebre nella comunità scientifica quasi 70 anni fa. Leggi l'intero articolo a questo link - http://tinyurl.com/kfr8tnw - La 'Basel Declaration Society', associazione a favore della vivisezione nata in Svizzera con il preciso scopo di difendere la ricerca su animali in pubblico ha espresso pieno supporto ad Air France – KLM, ancora una prova del ruolo fondamentale che questa azienda aerea riveste nel supportare logisticamente l'industria della vivisezione globale. Leggi l'intero articolo a questo link - http://tinyurl.com/lhocywf - Ad inizio Settembre oltre 600 persone hanno protestato per le strade di Francoforte, in Germania, città dove si trova la sede tedesca di Air France e che ospita uno dei maggiori aeroporti europei. Un corteo che si inserisce nel contesto di una lotta, quella contro il trasporto di animali per la speriementazione, che sta vedendo in Germania una grossa partecipazione da parte di decine di realtà animaliste e gruppi di base locali. Leggi l'intero articolo a questo link - http://tinyurl.com/my2nojv - Dopo neanche una settimana dal lancio della campagna contro DHL ed ABX Air, la multinazionale della logistica ha pensato fosse necessario rispondere immediatamente alle mail di protesta ed ai messaggi ricevuti sui social media, nel tentativo di mascherare la verità e negare le proprie responsabilità. La reazione di DHL lascia capire che si stanno toccando i tasti giusti, è il momento di aumentare la pressione contro DHL ed ABX Air e bloccare ancora una volta il flusso di primati verso gli USA ! Leggi l'intero articolo a questo link - http://tinyurl.com/lz26g8j ***** Tieniti aggiornatx sulle prossime iniziative, proteste ed azioni contro il trasporto di animali per i laboratori di vivisezione, segui gli appuntamenti sul nostro sito alla pagina 'Appuntamenti ed Iniziative' : http://senzaritorno.noblogs.org/appuntamenti-ed-iniziative/ ///Newsletter della campagna contro il trasporto di animali verso i laboratori di vivisezione 'Senza Ritorno – Gateway to Hell' www.senzaritorno.noblogs.org www.gatewaytohell.net

Lega Nord, l’estrema destra ora parla «padano»

L'estrema destra in Ita­lia si sta ridi­se­gnando. Un pro­cesso in realtà in 
atto da tempo. L’esito delle ultime euro­pee ha però impresso un’accelerazione 
decisa e cam­biato il corso delle cose. L’elemento di forte novità con­si­ste 
nell’ultima muta­zione della Lega Nord che nei fatti sta sosti­tuendo le altre 
destre (da Forza Ita­lia a Fra­telli d’Italia) nello sto­rico ruolo di garanti 
per la galas­sia neo­fa­sci­sta nei ter­mini di coper­ture isti­tu­zio­nali, 
sdo­ga­na­menti e alleanze elet­to­rali.
Sotto la guida di Mat­teo Sal­vini la Lega ha ripreso vigore inver­tendo un 
trend pesan­te­mente negativo.
Cen­trale da que­sto punto di vista è stata la decisa virata a destra, una 
sorta di tor­sione radi­cale che ha oscu­rato tutti gli altri pro­getti col­
ti­vati nella pre­ce­dente gestione maro­niana, dall’idea di una macro­re­
gione del Nord all’ipotesi dell’attuale sin­daco di Verona, Fla­vio Tosi, 
incen­trata su un nuovo par­tito tipo Csu bava­rese, regio­na­li­sta e con­
ser­va­tore, da col­lo­care nell’ambito del centro-destra, supe­rando in pro­
spet­tiva la stessa Lega.
La svolta è con­si­stita, in primo luogo, nel recu­pero pieno di tutti i temi 
di impianto raz­zi­sta che ave­vano carat­te­riz­zato il par­tito al tempo del 
con­gresso di Assago. In quell’occasione, era il 2002, si assun­sero uffi­cial­
mente da parte di Umberto Bossi tutti i tratti tipici di una for­ma­zione di 
estrema destra, dal rifiuto della «società mul­ti­raz­ziale» alla «difesa della 
cri­stia­nità minac­ciata dall’invasione extra­co­mu­ni­ta­ria». La «Pada­
nia», in quel con­te­sto, quasi dive­niva “una cit­ta­della asse­diata” entro 
cui arroc­carsi. In com­penso ai migranti si adde­bi­tava la respon­sa­bi­lità 
di ogni male, dalla cre­scita della cri­mi­na­lità al dila­gare delle dro­ghe 
e della pro­sti­tu­zione, fino al dif­fon­dersi di malat­tie vec­chie e nuove.
La let­tura di tipo apo­ca­lit­tico, si vedano le con­clu­sioni di quel con­
gresso, si sostan­ziava in un atto di accusa finale nei con­fronti dei «poteri 
forti» e delle lobby finan­zia­rie intente a mano­vrare, secondo una visione 
com­plot­ti­sta, i flussi migra­tori per sra­di­care le tra­di­zioni cul­tu­
rali e reli­giose di interi ter­ri­tori, in pri­mis delle regioni nor­di­che. 
Nel ride­cli­nare da parte di Sal­vini que­ste osses­sioni raz­zi­ste si è 
però prov­ve­duto a cam­biare i desti­na­tari del mes­sag­gio, non più cir­co­
scritti ai «padani» ma com­pren­denti l’insieme degli italiani.
Una svolta di tipo “nazio­na­li­sta” con la quale la Lega si è pre­sen­tata 
alle euro­pea, riba­dita, pur con qual­che arti­co­la­zione, al recen­tis­simo 
con­gresso straor­di­na­rio di luglio a Padova. In ciò un ele­mento di indub­
bia novità. Per la prima volta nella sua sto­ria la Lega ha tenuto e orga­niz­
zato in una cam­pa­gna elet­to­rale ini­zia­tive nelle regioni del centro-sud. 
In prima fila lo stesso segre­ta­rio. Anche il taglio degli slo­gan è mutato 
per indi­care il nuovo corso: «Basta tasse, basta immi­grati, no Euro, prima 
gli ita­liani!». La tra­du­zione in pra­tica delle posi­zioni del Front natio­
nal fran­cese con il quale il par­tito di Sal­vini ha stretto un’alleanza in 
occa­sione del voto. Da qui il supe­ra­mento del seces­sio­ni­smo (vedremo fino 
a che punto) che ha for­te­mente impat­tato nel mondo dell’estrema destra, che 
inca­pace di pre­sen­tare pro­prie liste è rifluito in larga parte in quelle 
della Lega. È stato il caso di Casa Pound, che ha soste­nuto aper­ta­mente nel 
cen­tro Ita­lia la can­di­da­tura di Mario Bor­ghe­zio, poi eletto con poco 
più di 5mila preferenze.
L’azione della Lega nei pros­simi mesi si incen­trerà sul rilan­cio dei “for­
coni” da porre, que­sta volta, sotto le sue ali. Diversi sono stati gli 
annunci in que­sta dire­zione. L’idea è quella di una rivolta fiscale, da Nord 
a Sud, anche come leva per la costi­tu­zione di nuovi sog­getti asso­cia­tivi 
e poli­tici locali da fede­rare alla Lega stessa, magari, come pre­an­nun­
ciato, con nel sim­bolo l’Alberto da Gius­sano. Già si parla di “leghi­sti” 
sici­liani, cala­bresi o della Tuscia. In que­sto qua­dro il depo­sito in Cas­
sa­zione a fine giu­gno di 3 milioni di firme in calce alla richie­sta di 5 
refe­ren­dum accom­pa­gne­rebbe su scala nazio­nale que­sta cam­pa­gna. A far 
da traino nella rac­colta delle sot­to­scri­zioni è stata indub­bia­mente la 
can­cel­la­zione della “legge For­nero”, anche per richie­dere lo stop ai con­
corsi aperti agli immi­grati e la sop­pres­sione di due leggi invise ai fasci­
sti, la legge Mer­lin e soprat­tutto la legge Man­cino con il reato di isti­
ga­zione all’odio raz­ziale, etnico e religioso.
A finire nell’orbita della Lega è anche Forza nuova, attra­verso un per­corso 
diverso. Il par­tito di Roberto Fiore è in forte dif­fi­coltà. Tutti gli obiet­
tivi pre­fis­sati sono stati man­cati, anche in modo cla­mo­roso, dalle poli­
ti­che del feb­braio 2013 (0,26%) alla non pre­sen­ta­zione alle euro­pee di 
mag­gio data l’incapacità di rac­co­gliere le firme. L’idea di con­ten­dere da 
destra, in par­ti­co­lare sui temi dell’immigrazione e dell’uscita dall’euro, 
con­sensi alla Lega, si è risolta in una déba­cle. Da qui un’emorragia, ancora 
in corso, spe­cie al nord, di qua­dri e mili­tanti pro­prio verso Sal­vini, 
con la chiu­sura spesso di sezioni sto­ri­che. Non indif­fe­renti, in que­sto 
sce­na­rio, anche l’accumularsi di debiti e le accuse a Fiore di gestione ver­
ti­ci­stica. Per tutti l’approdo si sta sostan­ziando nell’adesione 
all’associazione Patriae, costi­tuita da un ex espo­nente de La Destra, 
Alberto Arri­ghi, finan­ziata dalla stessa Lega, la cui fun­zione, al momento, 
sem­bre­rebbe pro­prio quella di ospi­tare sin­goli mili­tanti e realtà col­
let­tive pro­ve­nienti dal neo­fa­sci­smo in crisi.
Il sostan­ziale fal­li­mento di chi pen­sava di poter tra­pian­tare in Ita­lia 
espe­rienze come Alba dorata o Job­bik si sta nei fatti risol­vendo guar­dando 
alla “nuova” Lega. Anche alcuni vec­chi “arnesi” sem­bre­reb­bero inte­res­
sati. Non a caso due tra i prin­ci­pali pro­ta­go­ni­sti della stra­te­gia 
della ten­sione, Ste­fano Delle Chiaie, l’ex capo di Avan­guar­dia nazio­nale, 
e Mario Mer­lino, noto pro­vo­ca­tore, non­ché esperto in infil­tra­zioni, nel 
ten­tare di rie­di­tare, pur solo in forma asso­cia­tiva, la vec­chia sigla di 
An, hanno prov­ve­duto a omag­giare osten­ta­ta­mente il “vec­chio came­rata” 
Borghezio.
Un pano­rama nuovo, quello che si sta deli­neando, desti­nato a inci­dere in 
pro­fon­dità nell’estrema destra. La prima veri­fica sarà il 18 otto­bre quando 
a Milano sfi­le­ranno in un cor­teo nazio­nale, pro­mosso dalla Lega «Con­tro 
gli immi­grati», tanto i leghi­sti quanto tutte le prin­ci­pali sigle del 
neofascismo.

Fonte: Il Manifesto, Saverio Ferrari, 4.9.2014

NAPOLI - 4 SETTEMBRE

Il 4 Settembre muore a Napoli un ragazzo di 16 anni, ucciso dai 
colpi della pistola di un carabiniere. Il ragazzo era colpevole di essere insieme a due amici su un motorino
e di aver evitato un posto di blocco. Un altro omicidio per mano dello
Stato in divisa da carabiniere, come l'assassinio di Hamdi Hassan,
ammazzato nello stesso modo a Ravenna due anni fa'. A Napoli, nel rione Trajano, la rabbia dex amicx di Davide si è, anche
se per poco, riversata nelle strade attaccando auto della polizia e
carabinieri, bloccando strade con barricate e altro che di certo sui
mass media non mostreranno...non sia mai a qualcunx venga la sana
voglia di incazzarsi. Auguriamo ogni male allo sbirro assassino e ai suoi compari.

Paraguay: gli ogm strangolano i contadini e uccidono i bambini

Per la terza volta negli ultimi mesi è avvenuto un decesso all’interno dell’insediamento di Hubert Dure in Paraguay, a causa delle intensive fumigazioni dei campi di soia transgenica che circondano l'area.

L'asentamiento - cioè l’occupazione di terre detenute da latifondisti da parte di contadini "sin tierra" – di Hubert Dure raggruppa circa 400 nuclei familiari organizzati nella Federaciòn Nacional Campesina (FNC), ha una superficie di 5000 ettari e si trova completamente circondato da coltivazioni di soja transgenica targata Monsanto e Syngenta. Nel mese di luglio erano decedute nella stessa località due bambine: Adela di 6 mesi e la sorella Adelaida di 3 anni, sempre a causa di gravi disfunzioni respiratorie. Lo scorso mercoledì 20 agosto è toccato invece a William Verdùn, neonato di solo 10 mesi, nato con una rara malattia che gli impediva ogni movimento e una normale crescita degli organi vitali.

L'introduzione delle sementi transgeniche è avvenuta nel paese illegalmente per mano dei grandi latifondisti già negli anni '90, fino ad ottenere in seguito riconoscimento istituzionale. Attualmente il Paraguay è il quarto produttore di soja transgenica al mondo, prodotto destinato all'esportazione e controllato dalle multinazionali per mano dei grandi latifondisti. Si è andata così progressivamente accrescendo la già forte concentrazione della proprietà della terra con la conseguente espulsione verso le città dei piccoli produttori, nonchè la marginalizzazione dell'agricoltura destinata all'alimentazione, la deforestazione di regioni intere e l'inquinamento delle falde acquifere.

I semi geneticamente modificati prodotti da Monsanto e altre multinazionali sono creati con la capacità di resistere a potenti erbicidi quali il glifosato, che non solo elimina le piante infestanti ma debilita e uccide altre forme vegetali incluse quelle coltivate dai contadini nei loro piccoli appezzamenti. E' stato provato che l'utilizzo intensivo di questi prodotti chimici è causa dell'aumento di malattie quali il cancro, difetti congeniti e infertilità per le popolazioni che ne vengono esposte.

In molti casi l'esposizione alle fumigazioni non è solo indiretta (per quanto possa esserlo una pioggia tossica diffusa a pochi metri dalla propria abitazione e del proprio terreno...): come più volte denunciato dalle organizzazioni contadine, i latifondisti arrivano perfino a fumigare i villaggi contadini per distruggerne le coltivazioni e costringerli ad abbandonare le proprie terre.

Nello stesso asentamiento, si legge in un comunicato, più di 33 persone denunciano gli stessi sintomi delle precedenti vittime e molte si trovano ricoverate negli ospedali della zona che sono comunque carenti della strumentazione e dei farmaci che devono essere reperiti nelle città con ingenti costi a carico dei ricoverati.

Gli abitanti avevano inoltre denunciato nelle scorse settimane la morte e la presenza di strani sintomi in centinaia di animali che fanno parte dell'economia e dell'alimentazione domestica.

La FNC ha inoltrato una richiesta alla Commissione dei Diritti Umani della Camera dei Deputati di Asunciòn chiedendo un’inchiesta urgente sul caso della morte delle due bambine e una lettera al Presidente della Repubblica dei genitori di William, senza ottenere risposta, come ricordato in una conferenza stampa nella capitale tenuta il 22 agosto scorso. Il tutto nel silenzio o in un clima di depistaggio aperto da parte dei media nazionali, complici di un sistema orientato all’esportatore della produzione agricola. Un sistema criminale che il capitale multinazionale ha imposto al paese e la classe dirigente di Asunciòn ha accettato di buon grado in cambio del mantenimento dei propri privilegi storici.

Il paese latinoamericano ha visto in questo primo anno di governo golpista un aumento della repressione dei movimenti sociali e dell'applicazione delle controriforme neoliberiste appoggiate dai padroni di casa nordamericani, al quale le varie organizzazioni popolari hanno dato una prima risposta chiara con le mobilitazioni unitarie del 15 agosto che hanno visto migliaia di persone mobilitarsi nella capitale e lanciare la costituzione del Congresso democratico del popolo, in cui si andrà a discutere una piattaforma unitaria di rivendicazioni e mobilitazioni.

 

NO AUTOSTRADA ORTE-MESTRE

396 km di asfalto.
5 regioni attraversate.
11 province e 48 comuni.
147 sovrappassi.
226 sottovie e 20 cavalcavia.
139 km fra ponti e viadotti.
64 km di gallerie.
83 nuovi svincoli.
2 barriere di esazione.
15 aree di servizio.
10.000.000.000 € il costo previsto.
1.400.000.000 € di contributo pubblico.
Devastazione e saccheggio di parchi naturali e zone agricole.

Con 550 milioni di tonnellate, l’Italia è il terzo paese europeo per emissioni di gas serra. 
Il protocollo di Kyoto prevedeva una diminuzione del 6,5%entro il 2010, ma ad oggi sono
addirittura aumentate del 7,1%, incidendo sulla progressione dei cambiamenti climatici.
Emissioni dovute in buona parte al trasporto merci che viaggia soprattutto su strade e
autostrade. In questa logica si inserisce il progetto del nuovo asse viario da Orte a Mestre.
Ma i flussi di traffico attuali e le previsioni future non giustificano in alcun modo la
costruzione della nuova autostrada, un inutile doppione delle esistenti A-1 e A-14/A-13.
La politica istituzionale continua, tuttavia, a puntare irresponsabilmente su quest’opera
e su questo modello fondato sulla spirale perversa cemento/asfalto, che si è rivelato
insostenibile da qualsiasi punto di vista... Perché?
CHI CI GUADAGNA? Ancora una volta si vogliono favorire il business delle lobby del cemento, gli interessi privati,
i grandi speculatori finanziari internazionali, creando degli assetti finanziari garantiti da enti
pubblici, primo fra tutti la Cassa Depositi e Prestiti che gestisce il risparmio postale. Infatti, la realizzazione della Orte-Mestre costerà 10 miliardi di euro, esclusi i costi degli
impatti, e userà i “trucchi” del project financing, dei project bond e della defiscalizzazione.
Tre meccanismi con cui le casse dello Stato copriranno i mancati rientri dei debiti delle imprese
private, aumentando di fatto il debito pubblico presente e futuro. E infatti... CHI CI RIMETTE? La risposta va da sé: la natura, gli animale, gli uomini e donne che pagheranno di nuovo un
prezzo altissimo, non solo economico. La Orte-Mestre è un nastro di asfalto che passando devasterà campagne e paesi con un
impatto ambientale enorme, dovuto anche ai cantieri e alle opere accessorie. Distruggerà aree di grande importanza ambientale, come il Parco del Delta del Po, le Valli di
Comacchio e del Mezzano, il Parco delle Foreste Casentinesi, le valli dell’Appennino centrale,
la Riviera del Brenta, la Laguna sud di Venezia ... Determinerà un fortissimo aumento dell’inquinamento atmosferico e acustico, del rischio
idro-geologico e la perdita di ulteriore suolo agricolo. Gran parte delle superfici territoriali
sono state impermeabilizzate da nuove infrastrutture e insediamenti, provocando gravissime
ripercussioni sulla sicurezza idraulica, sulla salute dei cittadini e sulle economie locali, che
subiranno la beffa di vedere il traffico riversarsi sulla viabilità ordinaria per non pagare i
nuovi pedaggi. A Cesena è nato il Coordinamento Stop Orte-Mestre, un gruppo variegato di individui che
hanno a cuore il futuro dell’uomo, della donna, degli animali, della natura e lottano per un
mondo altro. Se sei interessata/o a partecipare e per qualsiasi informazione contattaci a questa email: email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Coordinamento STOP ORTE-MESTRE Cesena

 

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