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Milano - VILLA VEGAN SOTTO SGOMBERO

Nei giorni scorsi è giunta voce che vogliono sgomberare Villa Vegan

martedì 30 ottobre.
Riteniamo  sia un’informazione di fiducia e siamo determinat* a
resistere, quindi facciamo una chiamata a tutte le persone solidali a
raggiungerci per preparare insieme la resistenza e la mobilitazione
contro lo sgombero. È benvenut* chiunque abbia voglia di supportare il
posto, chi lo ha attraversato negli anni, chi ha portato avanti le lotte
che qui hanno trovato complicità, tutte le compagne e i compagni che
pensano che se vogliono sgomberare uno spazio anarchico occupato da 20
anni gli deve costare caro.

In tutti questi anni di occupazione Villa Vegan ha ospitato compagni e
compagne da tutto il mondo, ha dato supporto logistico a tanti progetti
autogestiti, in particolare quelli della scena punk hardcore, e a
tantissime lotte, tra le quali quelle anticarcerarie e la solidarietà
alle prigioniere e ai prigionieri, ecologiste e per la liberazione
animale, contro il razzismo ed i CIE (rinominati poi CPR),
transfemministe queer e contro la violenza di genere, antifasciste;
lotte che rifiutano i rapporti con le istituzioni e sempre in
opposizione al sistema capitalistico e allo Stato.

Con gli sgomberi degli spazi occupati, l’interminabile cementificazione,
le retate contro le persone migranti, irregolari e indesiderate di ogni
tipo, la “riqualificazione” dei quartieri, la crescente militarizzazione
e sorveglianza delle strade, vogliono trasformare i luoghi in cui
abitiamo in città-vetrine utili solo per fare girare l’economia e in
dormitori per chi è inserit* nel ritmo di produzione e consumo,
chiudendo sempre più ogni spazio possibile di resistenza. Per questo
motivo ogni sgombero non riguarda soltanto il posto specifico che viene
attaccato ma il piano più generale di controllo sociale da parte del
potere politico ed economico, e va contrastato.

Sabato 27 ottobre dalle 21,30: assemblea antisgombero in Villa Vegan,
via litta modignani 66, milano.
Domenica 28 ottobre dalle 12: pranzo e giornata di lavori.

Invitiamo chi può a passare e fermarsi -anche a dormire- in Villa Vegan
in questi giorni.

Seguiranno aggiornamenti.

Milano - VILLA VEGAN SOTTO SGOMBERO

Nei giorni scorsi è giunta voce che vogliono sgomberare Villa Vegan

martedì 30 ottobre.
Riteniamo  sia un’informazione di fiducia e siamo determinat* a
resistere, quindi facciamo una chiamata a tutte le persone solidali a
raggiungerci per preparare insieme la resistenza e la mobilitazione
contro lo sgombero. È benvenut* chiunque abbia voglia di supportare il
posto, chi lo ha attraversato negli anni, chi ha portato avanti le lotte
che qui hanno trovato complicità, tutte le compagne e i compagni che
pensano che se vogliono sgomberare uno spazio anarchico occupato da 20
anni gli deve costare caro.

In tutti questi anni di occupazione Villa Vegan ha ospitato compagni e
compagne da tutto il mondo, ha dato supporto logistico a tanti progetti
autogestiti, in particolare quelli della scena punk hardcore, e a
tantissime lotte, tra le quali quelle anticarcerarie e la solidarietà
alle prigioniere e ai prigionieri, ecologiste e per la liberazione
animale, contro il razzismo ed i CIE (rinominati poi CPR),
transfemministe queer e contro la violenza di genere, antifasciste;
lotte che rifiutano i rapporti con le istituzioni e sempre in
opposizione al sistema capitalistico e allo Stato.

Con gli sgomberi degli spazi occupati, l’interminabile cementificazione,
le retate contro le persone migranti, irregolari e indesiderate di ogni
tipo, la “riqualificazione” dei quartieri, la crescente militarizzazione
e sorveglianza delle strade, vogliono trasformare i luoghi in cui
abitiamo in città-vetrine utili solo per fare girare l’economia e in
dormitori per chi è inserit* nel ritmo di produzione e consumo,
chiudendo sempre più ogni spazio possibile di resistenza. Per questo
motivo ogni sgombero non riguarda soltanto il posto specifico che viene
attaccato ma il piano più generale di controllo sociale da parte del
potere politico ed economico, e va contrastato.

Sabato 27 ottobre dalle 21,30: assemblea antisgombero in Villa Vegan,
via litta modignani 66, milano.
Domenica 28 ottobre dalle 12: pranzo e giornata di lavori.

Invitiamo chi può a passare e fermarsi -anche a dormire- in Villa Vegan
in questi giorni.

Seguiranno aggiornamenti.

SE DELINQUENTI E' LOTTARE CONTRO IL POTERE... ALLORA SIAM DELINQUENTI !

Durante quello che ormai da molto tempo viene chiamato un ''normale controllo'', in un parco a Faenza un compagno alquanto irrequieto decide consapevolmente di non abbassare la testa davanti agli infami umanoidi traditori della Libertà (in questo caso, i maledetti vestivano i panni dei carabinieri). L'intenzione iniziale era di resistere passivamente, ma come ogni indomabile ribelle al  contatto fisico con i distruttori delle diversità nonché difensori della legge, delle istituzioni e dello stato (perciò comprende anche quegli sporchi infami del Resto del Carlino e compagnia bella), la reazione è stata irrimediabilmente attiva. Una magica scarpa seguita da una magica gamba sono miracolosamente saettate nel fanale di quella che viene chiamata "gazzella'' ovvero la macchina da ronda degli sbirri. Subito dopo il Selvaggio è stato arrestato e portato ai domiciliari fino al mattino seguente dove a Ravenna si è tenuto poi, nel pomeriggio di lunedì 23 aprile, il processo per direttissima con l'accusa di oltraggio, resistenza all'arresto e danneggiamento aggravato. Si è tutto concluso con l'obbligo di firma 2 volte alla settimana fino al 6 giugno, quando ci sarà la prossima udienza. Successivamente, in Caserma è stato prelevato al compagno il DNA con la forza. 

 

Nel mondo che siamo ''costrettx'' a vivere, le diversità e l'originalità di ogni singolx individux sono sempre più minacciate da questo esistente che di respirabile ha solo del gran veleno soporifero.

L'unico suo fine è proprio quello di tenerci come cani a cuccia. Perciò è ora di ringhiare, di mordere, di non permettere ai guardiani del potere di sopprimere le nostre decisioni e i nostri desideri.

In ogni quartiere, in ogni panchina, in ogni strada chi cerca di rivivere quella socialità che è ormai stata dimenticata viene perseguitato a suon di controlli, caserme, questure, intimidazioni... 

Nessuna sorpresa, niente di nuovo, lo stato e i suoi difensori, da sempre, per preservarsi reprimono qualsiasi tipo di aggregazione e autorganizzazione iniettando paura verso il prossimo, e costruendo muri e galere tra ognunx di noi. Telecamere, lampioni a led, vigilanza, polizia, galera, psichiatria, ma anche "bravi cittadini", non sono la nostra sicurezza, sono invece la nostra rovina. Il perbenismo e il moralismo borghese hanno permesso che anche solo una pisciata all'aperto possa essere punibile, come se la nostra nudità e i nostri bisogni fisiologici fossero alieni alla vita...

NO, alieno all'esistenza sono invece la tecnologia il controllo e la decisione su altrx.

Non siamo vittime di questa società, se mai siam nemici e nemiche, e come tali non abbasseremo il cranio davanti ai suoi rappresentanti e i suoi difensori. È sempre Possibile l'impossibile, ma non speriamo in una sollevazione popolare, la Rivolta è qui, adesso, mentre leggi questo comunicato.

L'incubo meccanico non ha fine, allora nemmeno la nostra Rabbia!!

 

SOLIDARIETÀ AI COMPAGNI E LE COMPAGNE ARRESTATX A FORLI 

PER LO SGOMBERO DELLA CREPA SQUAT! 

SOLIDARIETÀ ALLA NOSTRA AMICA E COMPAGNA IN LATITANZA CAMILLE!

FUOCO ALLE PRIGIONI! TUTTX LIBERX

VIVA L'ANARCHIA!

 

-Bestie Selvagge-

 

Report 25 aprile a Ravenna

Il 25 Aprile all'Ippodromo di Ravenna s'è svolto un torneo di calcio a 7 promosso dalle realtà antifasciste cittadine. Alla manifestazione sportiva sono accorse più di un centinaio di persone a divertirsi e sostenere le 8 squadre che si sono sfidate in campo in uno spettacolo d'agonismo disinteressato capace di far vibrare i cuori dei tifosi accorsi da tantissime città. 

 

L'esito del torneo è stato favorevole alla squadra Africani che ha battuto in una emozionatissima finale l'Armata Rossa, guadagnandosi gli applausi di tutti i presenti. Il derby tutto africano ha visto la squadra Africani in vantaggio di 3 goal nel primo tempo trascinata dalla portentosa prestazione del centravanti, ma l'Armata Rossa è riuscita a recuperare due reti senza però trovare il guizzo per ribaltare il risultato. 

 

Il campo è stato tracciato con un nastro segnaletico tenuto a terra da lunghi chiodi di ferro che hanno permesso una rapida riparazione seppur dotando il perimetro di linee variabili. 

 

Gli incontri non hanno visto la presenza di arbitri, non vi sono registrati episodi di brutale violenza né risse, qualche commento di scarso giudizio, ma nessuno ha giudicato il cuore altrui un sacco d'immondizia. Tutto sommato le partite si sono svolte correttamente e il gioco è stato fluido e vivace, nonostante la precaria prestanza fisica di alcuni partecipanti. Beninteso non si può parlare di giocatori professionisti, perché chiunque ha chiesto di partecipare è stato ammesso e mandato in campo. 

 

A bordo campo un'appassionata telecronaca s'è alternata in musica, commenti tecnico tattici, curiosità e interviste. É stato distribuito il pranzo a offerta libera e v'è stata la possibilità di acquistare a prezzi contenuti freschissime bevande per allietare la torrida giornata. Vi si segnalano manifestazione d'ubriachezza, ma decisamente più gesti d'affetto. 

Il campo non presentava recinzioni ne tornelli eppure non si registrano episodi di violenza, seppur frequenti invasioni di campo, soprattutto canine, con tanto di goal segnato di zampa nella finale. L'ingresso e la partecipazione è stata libera e gratuita. Libero anche l'accesso a fumogeni e striscioni.

Di tanti infortuni minori, solo uno grave a cui va un grosso augurio di pronta guarigione (daje Tino!).

 

Verso le sette di sera il campo è stato sgomberato, i chiodi rimossi e l'immondizia portata ai bidoni. Il costo per la comunità è stato nullo. Nessuno ha dovuto presentare un documento o un certificato medico. Non v'erano sponsor ne burocrazia. Nessuno ha tratto guadagno dall'iniziativa. Non vi sono registrati episodi di violenza, di sessismo e di razzismo. Le regole calcistiche sono state travisate per l'occasione. 

 

Questo nessuno lo racconta, perché fa paura alla paura. I giornali servono a seminare il terrore tra le persone: ci dicono quanto sono pericolosi gli uni, quanto sono cattivi gli altri. Ci raccontano delle disgrazie, degli attentati, delle rapine, degli assassinii, delle retate, degli scandali, delle ruberie, dei cataclismi, delle risse, delle calamità e degli allarmi. Oppure ci fanno vedere qualche volto pacioso quando si conclude un grosso affare, quando si inaugura un prossimo fallimento, oppure qualche bella donna e quintali di pubblicità. Ma un evento auto-organizzato non ha bisogno di pubblicità, di fondi pubblici, di permessi municipali, di associazioni alla ricerca di fondi europei e altre che collaborano col mercato dell'integrazione. Non necessità di professionisti, specialisti, lavoratori, sbirri o steward.

Perchè il calcio popolare stravolge quel che è il calcio moderno che invece è lo specchio della nostra società. Non è per soldi, ma per divertimento e la vittoria non è un premio, ma la gioia. Il tifo è unito e non ha bisogno di scontrarsi e la partecipazione è libera e non selezionata. Il colore della pelle, l'età, il sesso sono caratteristiche avulse nel calcio popolare, perché ognuno dà per quanto gli è concesso e per quanto ne ha voglia e ai rimproveri si sostituiscono le esortazioni. Al clima di terrore propagato dai giornali e alimentato da una società ingiusta e predatrice, si è mostrato il volto sorridente della condivisione e della fratellanza. All'autorità, sia arbitrale che gestionale, s'è posto il buon senso, e alle frotte di lavoratori sottopagati si è organizzata una collaborazione spontanea e blanda.

 

Tutto ciò è stato possibile perché si è svolto in una zona semi-abbandonata, di quelle che i giornali definiscono degradate, ma che invece è un ricettacolo per tantissime persone che trovano un luogo libero e accessibile per correre, giocare o passare un pomeriggio all'ombra dei gradoni.  

Il calcio popolare, così come i mercati, le assemblee, i lavori e tutte quelle attività che si svolgevano per le strade e per le piazze, è stato tutto rinchiuso in qualche gabbia: negli stadi, nei supermercati, nelle fabbriche e nei ristoranti; dove tutto è controllato, registrato, regolamentato, acquistato, finalizzato alla riproduzione dell'esistente, mentre l'espressione popolare e libera delle attività è improvvisazione, è l'arrangiarsi, è una continua rivoluzione.

SALUTI DA CESENA