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NIENTE DA RIFORMARE, TUTTO DA DISTRUGGERE!

 Questo testo non è rivolto a te che per una scritta su un muro o per un'auto con le gomme forate invochi galere e pestaggi; per la pelle scura e per i furti roghi di massa e linciaggi; a te, che sei il/la più sadico/a e feroce dei/delle serve/i e che non hai nemmeno l'onestà sanguinaria di sporcarti le mani (tanto ci sono gli sbirri che lo fanno per te) non abbiamo niente da dire.
Se non che, al pari dei padroni che invidi e che proteggi con la tua indignazione da social e col tuo «voto utile» ti auguriamo una vita di ulcere e sofferenze (che d'altronde sei bravissima/o a procurarti da solo/a!) e una morte veloce che ci liberi dalla tua presenza.
No, questo testo è per gli individui che hanno dentro di sè ancora una sete di violenza liberatrice, di rabbia e di senso di vendetta contro un mondo che si fonda sull'oppressione, sul patriarcato, sullo sfruttamento coloniale dei territorri, che schiavizza e massacra gli animali per gusto o per pellicce, che ha trasformato ogni nostra scelta in uno scontrino, che ha cancellato ogni possibilità (o quasi) di viviere una vita autodeterminata, senza padroni né capi né mariti né partiti né ordini né punizioni.
E se alle volte il vocabolario è complesso e distante, se noi anarchiche/ci parliamo strano, se il nome che noi diamo alle diverse forme di dominio non porta a comprenderci, forse sarà più facile ascoltare il fragore delle sangue che bolle nelle vene, l'odio e la voglia di reagire di fronte all'arroganza dell'oppresisone.
Un mondo d'oppressione che l'Italia di oggi incarna perfettamente.
Una nazione piena di divise e piena di onesti/e cittadine/i pronte/i a spiare e infamare chiunque, a patto che sia meno privilegiata/o di lui/lei, con al governo dei populisti razzisti e sessisti ogni oltre possibile immaginazione.
Sia ben chiaro: non che altri governi siano (stati) migliori! O che altri paesi siano migliori.
Non esiste un governo migliore per noi, esiste solo il dominio che assume forme di volta in volta diverse e funzionali a un certo momento storico in un certo luogo.
Ogni governo è maledetto e reazionario perchè il potere è maledetto e reazionario ed è la tomba di ogni vento di liberazione.
Ogni nazione si fonda sullo sfruttamento ed ogni confine che viene tracciato per stabilire un paese è un atto di guerra contro le persone che desiderano vivere senza frontiere e senza leggi senza denaro senza documenti in tasca senza lingua unificata senza scuole dell'obbligo senza il lavoro salariato, senza guardie etc
Se questo per l'Italia è oramai un lontano passato (quando più di un secolo e mezzo fa il regno d'Italia si veniva a creare massacrando briganti/esse e contadine/i, ribelli e viaggiatori/trici) per tanti paesi al mondo è ancora una realtà: se i paesi ricchi occidentali possono vantare uno stile di vita «sviluppato» (cioè intossicato di tecnologia e merce) è perchè dominano con la guerra i paesi d'oriente e del sud del pianeta.
La guerra che lo stato, tutti gli stati (dittatura, regno, democraazia) muove fuori dai suoi confini è lo specchio della guerra che muove all'interno degli stessi.
La guerra al degrado, alla droga, ai furti negli appartamenti, alle scritte sui muri, al teppismo (etc etc etc) che ogni governo e ogni partito, oltre che ogni associazione di cittadini/e stanno promuovendo in lungo e in largo per l'Italia ne è il riflesso.
Se in Iraq in Libano in Somalia in Libia in Kosovo in Afghanistan (etc) l'esercito italiano pattuglia e spara e addestra e spia (spianando la strada alle multinazionali che ricostruiranno sulle macerie) allo stesso modo e Bologna, Roma, Milano, Rimini, Genova, Torino (etc) i militari pattugliano e controllano e sparano a persone «sospette», ai/alle ladri/e, ai/alle non-bianchi/e.
La guerra che lo Stato muove dentro e fuori di sè non lascia spazio alla neutralità.
Scegliere di non scegliere equivale a stare dalla parte del più forte, è accordare la propria complicità a chi uccide e fa morire in mare le persone, a chi riempie le galere, a chi domina e appesta il mondo con il virus mortale dell'autorità.
E non sono solo i militari che fanno questa guerra, ma all'interno dello Stato sono sempre più feroci e incontrastati gli sbirrri, i carabinieri, i/le giornalisti/e che infamano e terrorizzano, i/le fascisti/e, mariti e padri e fidanzati aggressori e assassini, padroni in posti di lavoro schiavizzanti.
Tutta questa violenta oppressione fa cadere nello sconforto e nella frustrazione chi vuole stravolgere il mondo, chi vuole abbattere la società del privilegio o la vuole trasformare col sogno di un mondo radicalmente diverso...o anche solo chi vorrebbe poter vivere senza questa atroce sofferenza quotidiana.


Tante/i nostre/i compagni/e sono in carcere oggi con differenti accuse di attacchi violenti contro il potere e contro i/le suoi/sue servi/e.
Attacchi contro caserme di polizia, pacchi bomba ai boia che gestiscono i CPR (ex CIE, lager per persone non-bianche senza documenti), attacchi esplosivi contro sedi dei fascisti, scontri in strada, attacchi contro imprenditori o imprese multinazionali che devastano la natura (per esempio Finmeccanica o ENI).
Gli sbirri, il vero grande partito al governo nella nazione chiamata Italia, hanno sgomberato degli spazi occupati da decenni (la Riottosa e Villa Panico a Firenze, l'Asilo Occupato a Torino, i più recenti) hanno arrestato i/le nostre/i compagne/i e tutta questa repressione non potrà che aumentare.
Quello che scriviamo lo facciamo per ribadire che la strada di chi ha scelto di lottare contro ogni forma di potere e di autorità non è mai stata e mai sarà la strada del consenso popolare: non abbiamo paura di andare contro il buon senso comune né abbiamo paura delle vostre galere.
Non lottiamo per la liberazione del popolo, ma per la nostra libertà, seguendo la nostra rabbia.
L'anarchia, per noi, non è un progetto politico né un partito, è una tensione di stravolgimento dell'esistente, dei meccanismi di potere nelle relazioni e per questo non conosce né capi nè testi sacri né grandi masse che fanno la storia, ma individui che agiscono e amano e odiano e sbagliano e non si arrendono.
Non crediamo nell'opera di convincimento di altri individui a diventare anarchici o a lottare con noi, ma ci auguriamo di intercettare complici e compagne/i di strada, per attaccare, ognuno/a coi suoi modi, questo mondo...e poi si vedrà. Da cosa nasce cosa!

Non c'è nulla da salvare o da riformare in questo mondo di cyborg e zombie mansueti, niente da salvare della vostra burocrazia dei vostri palazzi del vostro lavoro del vostro tempo libero delle vostre fabbriche dei vostri super mercati e degli schermi.
C'è tutto un mondo da attaccare e da distruggere per gustare finalemnte un pò di dolce e fresca aria di Libertà!

SOLIDARIETA' E COMPLICITA' CON
Paska, Giova, Ghespe, Anna, Danilo, Nicola, Alfredo, Alessandro, Mauro, Beppe, Nicco, Larry, Silvia, Giada, Antonio, Jimmy, Marina.
FUOCO ALLO STATO, ALLE GALERE, ALLE FRONTIERE!

Alcune/i Anarchiche/i.