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Boicotta il film su Sole e Baleno

È la nostra storia, non un film… Boicotta il film Amor y Anarquia!

In questi giorni stanno per cominciare le riprese di un film sulle vicende in cui trovarono la morte, nel 1998, Maria Soleda Rosas e Edoardo Massari, detti Sole e Baleno, accusati di essere tra  gli autori di alcuni sabotaggi avvenuti in Val Susa negli anni precedenti. La realizzatrice è Augustina Macri, figlia dell’attuale presidente argentino. Il film è basato sul best seller Amor y Anarquia (che è anche il titolo del film), di Martin Caparròs, scrittore argentino, piombato a Torino nei mesi seguenti alla loro morte, riuscendo con l’inganno a farsi consegnare da alcuni compagni e dalla famiglia di Edo carteggi ed informazioni utili alla sua ricostruzione giornalistica.
Oggi da quel libro si vuole realizzare un film spazzatura in cui la storia di due compagni viene recuperata, riadattata e mercificata. A distanza di 20 anni una nuova speculazione su questa storia è in atto da parte della regista Augustina Macri figlia del presidente argentino. Le riprese ed i casting sono in programma a Torino.
Rifiutiamo quest’opera di spettacolarizzazione della storia del movimento di quegli anni e delle vite dei militanti che vi parteciparono, boicottiamo le riprese del film Amor y Anarquia, la nostra lotta non è un film.
Sole e Baleno vivono nelle lotte

Da http://radioblackout.org

Sul film Amor y Anarquia

 In questi giorni sono iniziate a Torino le audizioni per la selezione delle comparse del film “Amor y Anarchia” opera prima della regista Agustina Macri, figlia dell’attuale presidente neo-liberista argentino. Il film pretenderebbe di raccontare la vicenda di Edo “Baleno” e Sole morti suicidi mentre erano reclusi, lui in carcere il 28 marzo 1998 e lei mentre si trovava agli arresti domiciliari l’11 luglio dello stesso anno. Ad ispirare la narrazione cinematografica è il libro omonimo, mai pubblicato in Italia, del giornalista (sciacallo) Martin Caparros, che subdolamente, fingendosi un compagno argentino, riuscì a farsi dare carteggi e diari privati di Edo e Sole. Proprio da quel materiale ne trasse il romanzo che in Argentina divenne un best seller e che ora ambisce a diventare film. Nel film come nel libro si parla, in maniera distorta, della storia dei nostri compagni e di chi quei giorni convulsi li ha vissuti sulla propria pelle. Oltre ad averli uccisi, quasi vent’anni dopo il “sistema” vorrebbe farne un prodotto commerciale, rendendoli protagonisti di un film spazzatura in cui le persone sono degli stereotipi tali e quali ai media main stream ci hanno sempre raffigurati, folli asociali e che si esprimono solo con slogan. Loro non avrebbero mai voluto diventare “merce” e neanche tutte le persone coinvolte e rappresentate dal romanzo e dal film, che in quella stagione si sono trovate a combattere contro la magistratura, la polizia e i media che avevano creato i “mostri”. Amici e compagni di allora e di oggi ci stiamo trovando davanti al cineporto di Torino nel luogo dove si tengono le audizioni, con una presenza quotidiana aspettiamo l’arrivo di chi vorrebbe fare la comparsa, a voce e con volantini spieghiamo perché questo film è da boicottare. La maggior parte delle persone decidono di non essere complici di quest’opera di sciacallaggio, mentre alcuni addetti ai lavori della Torino film commission e della produzione del film ci dicono che è giusto contestare ma non è democratico impedire la realizzazione dell’opera. Sia chiaro della vostra democraticità non ci interessa nulla, in quanto se vogliamo parlare di rispetto delle idee siete stati i primi a perpetrare un atto di violenza e fascismo pensando di realizzare questo film: Sole e Baleno non avrebbero mai accettato di essere protagonisti di un film, tanto meno i loro compagni e le loro compagne. Il movimento di solidarietà nei loro confronti aveva già allora individuato nei mezzi di informazione un nemico funzionale al potere: il poliziotto arresta, il giudice condanna e il giornalista crea il nemico della democrazia, se poi da una storia di ribellione e rivoluzione si riesce a recuperare tutto e a trasformarlo in qualcosa di finto e magari a guadagnarci dei soldi è ancora meglio. Di vero c’è che siamo nemici di questo sistema, così come lo erano Sole e Baleno, per questo continuerà la nostra presenza disturbatrice al cineporto, cercheremo di impedire la realizzazione di questo film che malgrado la nostra contrarietà ci vede protagonisti, oggi come vent’anni fa. Non vogliamo essere rappresentati da chi non ci conosce, da chi pretende di conoscere i nostri sogni e i nostri ideali, ma sta dall’altra parte della barricata e soprattutto non vogliamo divenire mercanzia, non vogliamo e non accetteremo che la nostra rabbia venga trasformata in spettacolo, non siamo merce in vendita, non lo erano Sole e Edoardo. Non ci interessa il dialogo e il confronto con voi, siete nostri nemici, lo eravate nel 1998 e lo sarete domani, la vostra, travestita da democrazia, è solo arroganza fascista, vi sentite in diritto di potere mercificare ogni cosa, in nome dell’arte pretendete di raccontare storie e vite che non vi appartengono. Agustina prima di chiedere di parlare con noi pensa allo schifo che hai dentro casa, chiedi a tuo padre di Santiago Maldonado, scomparso durante la violenta irruzione della gendarmeria argentina nella comunità mapuche di Cushamen lo scorso primo agosto, chiedi dei 30000 desaparecidos di cui non vuole più sentir parlare! Forse la regista non è abituata a sentirsi dire no, ma alle volte succede che qualcuno la pensi in maniera diversa, in questo caso non abbiamo voglia di sentir parlare delle nostre vite e della nostra storia: un NO resta un NO, per noi al contrario di chi testardamente ha deciso che il film va realizzato ad ogni costo, il nostro NO non è un capriccio, o un vezzo d’artista, per noi è questione di sentimenti: dolore, rabbia, rispetto, memoria, dignità, amore e anarchia... quelli veri.