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FORLI' - SENZA FRONTIERE

 

LIBERI DA RAZZISMO, FASCISMO,

CONFINI E PREGIUDIZI

"Mentre si rafforzano anche militarmente le frontiere, mentre si moltiplicano
i confini giuridici, sociali e simbolici, gli esseri umani, in fuga dalle tragedie
prodotte da un ordine mondiale che incrementa miserie e soppraffazioni,
violenze e conflitti, li trasgrediscono incessantemente praticando in tal modo
un'altra geopolitica: da barriera voluta come invalicabile, il confine diventa
soglia di attraversamento, di transito, di interazione, e dunque spazio di
rimescolamento di culture, di appartenenze, di soggettività".

(Annamaria Rivera – Estranei e nemici. 2003)

 

Il clima che si respira è brutto. Soffocante. Sempre più pesante.

Non solo in Italia ma in tutta Europa. Il razzismo, nelle sue varianti, non è più solo un fantasma che si aggira per il continente ma è un cadavere redivivo e pestilenziale, un convitato che ammorba col suo puzzo l'intera società cossiddetta civile.

L'ennesima "emergenza immigrazione" diffusa, rilanciata e deformata dai massmedia è servita per rinfocolare i peggiori preconcetti, i pregiudizi difficili da estirpare. Si parla di "invasione", di "nuovi barbari", di "sostituzione di popoli" nel descrivere la situazione di gente in fuga da guerre, miseria e sfruttamento od anche solo che vuole cambiare aria, in cerca di una nuova vita in quella che alcuni, molti, troppi considerano "la nostra terra" (noi invece rimaniamo convinti che, come diceva un vecchio canto anarchico, "nostra patria è il mondo intero").

Se le soluzioni dei vari governi – non importa di quale colore si risolvono in frontiere da proteggere, nuovi muri da innalzare, polizia ed esercito contro l'umanità in cammino e nella costruzione di nuovi campi di concentramento (oggi li chiamano Hot Spots), quelle ventilate dal chiacchiericcio dell' "uomo comune" sono forse ancora peggiori e riportano alla memoria tempi e  pregiudizi che ci si illudeva potessero essere morti e sepolti.

Dato il clima generale, non poteva certo mancare l'estrema destra e i partiti populisti che si sono gettati nell'impresa di dare rappresentanza a questo razzismo diffuso, irrazionale, pericoloso. Rinfocolandolo a loro volta con campagne becere ma che trovano sempre più risalto e attenzione e, quel che è peggio, condivisione. "Lo scandalo è la mera esistenza dell'altro. Ogni altro occupa troppo posto e va ricacciato nei suoi limiti, che sono quelli del terrore illimitato", scrivevano Max Horkheimer e Theodor W. Adorno (Dialettica dell'Illuminismo). La solidarietà umana, infatti, sembra velocemente divenire per molti un vocabolo privo di significato. Si difende un "noi" immaginato e immaginario contro un "loro" altrettanto artefatto. Non solo nei confronti dei migranti, ma di tutti coloro che "eccedono la normalità" (omosessuali e lesbiche, transgender e transessuali, "malati di mente", portatori di handicap, detenuti...). L'ineguaglianza, la discriminazione, il rifiuto, il disprezzo, la segregazione, l'esclusione sono assurti a valori di riferimento. E questo clima ha effetto anche su chi si dice (o si diceva) antifascista o antirazzista. La "salvinizzazione" del discorso politico non ha certo risparmiato quei politici che si dicono democratici, ultimo esempio (ma non l'unico) l'ampio risalto dato alla costituzione recente, da parte della giunta comunale di Forlì (di centrosinistra e a direzione PD), di un'apposita "squadra antidegrado" composta da vigili urbani la cui attività principale sarà molestare immigrati e giovani che "bivaccano" (cioè che vivono la città). Questo matrimonio di intreressi tra pensiero destrorso e "sinistra" è spiegabile con la volontà di quest'ultima di non perdere consensi (e quindi voti) ma così facendo non si alimenta incessantemente l'intolleranza e il razzismo dilagante? Oggi servirebbe una proposta che voglia e sappia diventare percorso sociale praticabile al di fuori delle rigidità normative e degli schematismi istituzionali: la costruzione di una società interculturale, aperta, solidale passa da strade  a percorrere tutte in salita e presuppone per prima cosa la riscoperta del confronto, dell'autorganizzazione, dell'interazione (non dell'integrazione, che è cosa ben diversa) e della riappropriazione di luoghi, piazze, spazi comuni in cui poterlo fare liberamente.

Invece vediamo che chi prova a percorrere tali strade incappa, perlopiù nell'indifferenza generale, in repressione, denunce, fogli di via (a proposito, sono 4 i fogli di via che negli ultimi mesi sono stati notificati dalla Questura di Forlì ad altrettanti/e antifascisti/e per essersi opposti/e lo scorso inverno agli squadristi di Forza Nuova e Casa Pound). Quel che è certo è che i tentativi di scoraggiare ed intimidire tutti coloro che cercano di costruire un mondo migliore, solidale e senza razzismo e razzisti, non possono che trovare in chi ama davvero la libertà una ferma determinazione a resistere e a continuare a lottare.

Perchè non è questione di essere favorevoli o meno all'immigrazione che tra l'altro non ha una sola causa ed è fenomeno ben più complesso rispetto alle semplificazioni che se ne dà ma essere contro le frontiere che ci tengono divisi, sia quelle materiali, fatte di cemento e filo spinato, sia quelle culturali, ben più difficili da abbattere.

Assemblea Antifascista Forlivese – Novembre 2015

 

 

FORLI? - info antifa su "Forlì ai forlivesi"

Da qualche mese è nato un nuovo comitato fascista a Forlì, si chiama "Forlì ai forlivesi" ed è animato da esponenti e simpatizzanti di Forza Nuova o fuoriusciti da questo stesso partito neofascista.
Si definiscono "apartitici" ma il loro programma parla chiaro: lotta all'immigrazione, rilancio e "riqualificazione" del centro storico ad uso e consumo dei bottegai (tra l'altro hanno elogiato la riqualificazione dei monumenti e dell'arghitettura del ventennio operata dalla giunta comunale di centro-sinistra), primato nazionale nell'erogazione dei servizi e del walfare (il vecchio "prima gli italiani!", insomma).
Il fondatore di questa accozzaglia di fasci si chiama Fabrizio Fiorini, 39 anni, pescarese di origine ma residente da qualche anno in città.
Fiorini è il direttore responsabile della rivista "L'Uomo Libero", una rivista che da più di trent'anni pubblica scritti razzisti, antisemiti e negatori della shoah e dei campi di sterminio nazisti. Il vecchio direttore era Piero Sella, noto negazionista e simpatizzante del terzo reich.
L'Uomo Libero possiede anche una omonima casa editrice, fondata nel 1979, che pubblica anch'essa libri sulla storia della RSI mussoliniana e negazionisti dello sterminio degli ebrei: gli stessi libri di Piero Sella e di Sergio Gozzoli, collaboratore storico della rivista, ex RSI e poi nel MSI, razzista e antisemita viscerale, in passato incriminato ed incarcerato per un assalto ad una sede milanese del Partito radicale (nel 1960) e per violazione della legge in materia di razzismo (nel 1996 nell'inchiesta contro "Azione Skinhead" di Milano) e indicato come l'ideologo di punta del movimento skinhead di destra, di "base autonoma" (gruppo disciolto per istigazione al razzismo) e di Forza Nuova.
Oltre a Fiorini, l'odierno direttore editoriale della rivista "L'Uomo Libero" è tal Mario Consoli, noto teorico negazionista, nonché avvocato difensore di molti revisionisti e negazionisti storici.
Fabrizio Fiorini, invece, oltre che responsabile del comitato forlivese e della rivista "L'Uomo Libero" è anche uno dei responsabili della Lega Nazionale, ovvero il tentativo e l'embrione di sviluppare la Lega Nord sull'intero territorio nazionale, sull'esempio del Front National francese della Le Pen.
Alla lega Nazionale aderiscono diverse riviste e siti d'area neofascista, quali "L'Uomo Libero", "Rinascita", "Italia Sociale" ed altre.
A tal proposito vi è stato un convegno, a Roma, il 21 aprile 2015, intitolato "Verso una Lega Nazionale", in cui oltre a Fiorini e allo stesso segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, partecipava il gota del neofascismo italiano: Mario Borghezio (Lega Nord, ex Ordine nuovo e Jeune Europe), Ugo Gaudenzi (direttore di Rinascita ed ex fondatore di Lotta di Popolo), Robero Jonghi Lavarini (Destra per milano, ex MSI ed ora Salviniano convinto), Aymeric Chauprade (europarlamentare del Front national), Lorenzo Fiato (portavoce di Generatione Identitaria, epigoni italiani di un'omonima compagine francese fascioleghista) e con l'adesione anche di Aleksandr Dughin, ideologo dell'eurasiatismo e consulente del presidente russo Putin.
Fiorini, collaboratore della rivista "Rinascita" di Gaudenzi, in passato ha collaborato con Forza Nuova: nel marzo 2012 a Bologna, alla sala dell'Angelo nel quartiere Santo Stefano, partecipò ad un convegno contro la cittadinanza ai figli degli immigrati residenti in Italia, assieme a Maurizio Rossi delle "Edizioni AR" (quelle che pubblicano gli scritti di Hitler, casa editoriale di proprietà di Franco Freda, il celebre neonazista riconosciuto colpevole della strage di Piazza Fontana ma non più processabile, nonché fondatore di quel Fronte Nazionale sciolto per istigazione al razzismo e ricostituzione del partito fascista) organizzato da Forza Nuova Bologna, evento che creò una mobilitazione delle forze antifasciste cittadine; nell'estate 2014 è intervenuto come relatore al raduno neofascista "ritorno al campo Hobbit" di Russi a Ravenna (in via Santa Rosa a Cortina, di Russi, su terreno e casolare privato), che riprendeva sin dal nome l'esempio dei campi Hobbit organizzati negli anni 70 dal Fronte della Gioventù del MSI. Al raduno, organizzato all'ex forzanovista Raffaello Mariani, si svolsero corsi di arti marziali e concerti di musica nazi-rock, con tanto di bandiere con la croce celtica in bella evidenza. Più recentemente ha partecipato come relatore ad un "campo comunitario" di Forza Nuova il 18/19 luglio a Lido di Dante-Ravenna (in via Candianazzo, su un'area messa a disposizione da un privato) che ha visto la partecipazione di neofascisti da varie parti d'Italia, banchetti di materiale fascista e concerti di gruppi nazi-rock come Legittima Offesa, Linea del Fronte e Hobbit.
La conferenza a cui partecipava Fiorini si intitolava "la dittatura dell'ideologia gender" e vedeva oltre a lui, il neofascista Adolfo Morganti (presidente dell'Ass. Identità Europea) e Desideria Raggi, responsabile di Forza Nuova Faenza e dell'Ass. Evita Peron.
Fiorini a Forlì il 16 maggio 2014 è intervenuto ad un dibattito pubblico sulla sovranità monetaria organizzato dalla lovale sezione del movimento "Idea Sociale" fondato dal defunto Pino rauti, ex RSI, fondatore di Ordine Nuovo e neonazista convinto.
In rete circolano numerosi scritti di Fiorini, in prevalenza contro l'immigrazione, negazionisti della shoah e simpatizzanti con lo stato creato dai nazionalsocialisti tedeschi e antiamericani. 


A novembre questa bella gente vorrebbe tenere la loro prima manifestazione pubblica in pieno centro a Forlì.
Ne tengano giusto conto i compagni.

FC-HC VOL.2 !

26 settembre modificataWEB

FORLI' - INIZIATIVA ANTIFASCISTA

11settembreOKweb