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LA CROCIATA DELLA NORMALITA'

 

(testo del volantino distribuito al contro presidio delle "sentinelle in piedi")


Siamo circondatx dalla normalità.
Le nostre esistenze in questa società sono calcolate al millimetro, dalla nascita alla morte abbiamo codici, morali, leggi, prassi che delineano ciò che possiamo e ciò che non possiamo fare per garantirci una vita “normale”, “comune”.
Ovviamente a chi sceglie di andar contro le regole o chi si ritrova in condizione di non potere ricalcare questi binari “normali” (condizioni di povertà per esempio) non verrà lasciato in pace.
Sarà correttx, punitx, reclusx, allontanatx, schernitx, spaventatx, additatx, curatx, psichiatrizzatx.
La società di massa, quella in cui viviamo, esiste nelle moltitudini, nella collettività obbligata: l'individux scompare, con le sue particolarità, per venire assorbitx in “quello che fanno tutti”.
La normalità è ovviamente un concetto assolutamente arbitrario e soggettivo, è la società che lo produce; quella parte di società che comanda.
Educazione, sentimenti, lavoro, studio, sesso, alimentazione: tutto ha delle precise normative a cui attenersi per non essere consideratx stranx, diversx, ribellx.
La democrazia, ha scritto una donna qualche secolo fa, è la dittatura della maggioranza.
La dittatura della normalità.
E benchè la retorica democratica si fregi di garantire libertà di espressione, di vita, di azione a tuttx, nella realtà è chiaro come il sole il contrario: se ami in maniera differenti dalla norma, se scegli di non sottostare al ricatto del salario, se vuoi scardinare la moralità decrepita e ipocrita che ci soffoca, se, insomma, vuoi VIVERE LA TUA VITA e non quella delineata da altrx, sei esclusx.
Peggio, sei da curare o da eliminare.

I gruppi di onestx cittadinx come le neonate SENTINELLE IN PIEDI, sono proprio l'espressione di queste continue crociate per eliminare chi non sottostà alla normalità.
I loro concetti di normalità sono quelli dominanti: la famiglia mononucleare (padre-lavoratore; madre-prolifica; figlio-ubbidiente...meglio se maschio) , l'omosessualità vista come qualcosa di “contro-natura”, l'amore concepito come un contratto che stipuli una volta nella vita davanti a Dio...
I loro concetti fanno paura. Perchè nel dichiarare che questi sono gli unici modelli che le persone devono seguire, automaticamente dicono che tutte le altre scelte sono sbagliate e quindi da correggere-eliminare.
Non è un caso che in tutte le città italiane in cui hanno fatto la loro prima comparsa questi soggetti siano stati affiancati da partiti fascisti e ultraconservatori come Casa Pound, Forza Nuova o la Lega Nord: le idee di intolleranza che esprimono queste sentinelle e chi le supporta sono le stesse che hanno condotto a massacri, deportazioni, linciaggi, oscurantismo negli anni dei fascismi in giro per l'Europa.
Loro, le SENTINELLE, si presentano come cittadini in difesa della libertà d'espressione, contro la legge “Scalfarotto”, la legge detta “sull'omofobia”.
Anche noi siamo contrarx a questa legge (come ad ogni legge) perchè non fa altro che ribadire una volta di più che eterosessuali e omosessuali sono diversx...ovviamente i primi sono la maggioranza che, benevolmente, protegge la povera minoranza, come fosse una sorta di strana specie da salvaguardare.
L'inutilità intenzionale della legge nel risolvere un problema, in questo caso come in quello della LEGGE CONTRO IL FEMMINICIDIO, sta nell'andare a sanzionare gli effetti di un problema, lasciando intaccate le cause, cause che le stessi leggi contribuiscono a creare.
L'Italia è il paese cattolico e patriarcale per eccellenza, dove per vendere prodotti nelle pubblicità si mostrano pezzi di corpi di donne come fossero espositori, o dove presentatori di radio e tv fanno battute agghiaccianti su “checche”, “froci” e sul “prenderlo in culo”...è in questa opprimente e squallida normalità che germina  la discriminazione e l'oppressione.
SENTINELLA è un nome che richiama le caserme, gli eserciti, i presidi militari e già per questo ci ripugna: una libertà che necessita di sentinelle per essere difesa è una libertà inesistente, o per lo meno che non ci interessa.

OGNUNX SIA LIBERX DI VIVERE IL PROPRIO CORPO E I PROPRI SENTIMENTI COME VUOLE, SENZA DIO, NE STATO, NE PRETI, NE BENPENSANTI, NE FASCISTI, NE POLITICI A DIRCI COSA E COME DOBBIAMO FARE.

-Alcuni Nemiche della normalizzazione -

FORLI' - COSA STAVI FACENDO NOVE ANNI E SEI MESI FA?!

Volantino distribuito lunedì 17 novembre per le vie del centro a Forlì

Riusciresti a ricordare quante cose, persone, luoghi, idee hai attraversato, quanto sei cambiata in tutto questo tempo?! Nove anni e sei mesi, un bel pezzo di vita. 9 anni e 6 mesi di carcere sono quelli richiesti dall’accusa della procura di Torino venerdì 14 novembre contro CHIARA, CLAUDIO, MATTIA E NICOLO per aver partecipato al sabotaggio del cantiere TAV di Chiomonte nel maggio 2013. Di questo processo hanno straparlato tutti i mezzi di comunicazione, trasformando una lotta pluriventennale, quella contro il TAV, in una pagina sdrucita di cronaca. Terroristi, violenti, anarco-insurrezonialisti: queste le definizioni più in voga. I massa media ovviamente non ricercano le ragioni di un conflitto o l’oggettività, cercano lo scoop. Le vendite, e cercano soprattutto di accontentare i potenti finanziatori dei loro giornali, di fare da megafono alle sentenze delle questure. Quell’attacco al cantiere del 13 maggio è stato uno dei tanti atti che hanno costellato l’opposizione al TAV in Val Susa (e in tutta Italia, perché ogni “Freccia” che passa sui binari è un TAV) in più di 25 anni; nei fatti venne bruciata una macchina (un compressore). La legge ovviamente non vuole punire Chiara, Nico, Claudio e Mattia per un incendio contro un compressore, vuole punire l’attacco al potere. Vuole punire la libera iniziativa di chi sceglie di agire in prima persona per opporsi alla distruzione della terra e della libertà; vuole punire l’individuo non rassegnato all’impotenza che sceglie di combattere lo stato e la sua spietata arroganza. La legge in questo processo, come in altri contro individui che definisce “attivisti”, “anarchici” o altre etichette, svolge la sua funzione fondamentale: deterrente e minaccia contro tutti coloro che mettono in gioco se stessi per combattere una società avvelenata e schifosa. Far abbassare la testa ai sudditi e lisciare il pelo ai dominanti, questo è la legge. Il processo contro CHIARA, NICCOLO, MATTIA, CLAUDIO, FRANCESCO E GRAZIANO, così come quello contro altre centiania di “NO TAV” sotto accusa, è lo spaccato perfetto per leggere il tempo che viviamo: lo Stato è il grande padrone delle nostre vite e chiunque lo rifiuti, lo combatta, lo ostacoli deve avere paura, deve pagare, deve scomparire. La nostra scelta è quella di vivere le nostre esistenze e la terra che ci ospita in libertà, senza delega ne potere che determinino le nostre esistenze. Da quale parte stare noi l’abbiamo scelto, ben consapevoli di chi sono i nemici, rifiutando la guerra tra poveri, utile a chi comanda, che vorrebbe farci scaricare tutte le colpe su immigrati o soggetti “diversi”. La nostra scelta è la stessa dei nostri compagnx sotto processo: combattere questo mondo che ci condanna a sofferenza e miseria, e farlo con le nostre mani, senza aspettare un futuro radioso o un eroe nazionale.

LA LEGGE E’ UNO STRUMENTO DI POTERE, LA SUA INGIUSTIZIA E’ PALESE. CONTRO IL TAV E IL MONDO DEL PROGRESSO CHE VIOLENTA LA TERRA PER ILLUSORIE COMODITA’ E PROFITTI. SOLIDARIETA’ E COMPLICITA’ AI NO TAV SOTTO PROCESSO LIBERI TUTTE!

-Anarchiche e Anarchici –

Presidio No TAV a Forlì -17 Novembre 2014-

Presidio Informativo No TAV a Forlì

L'Ultima Era -27 novembre 2014-