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Forlì - POMERIGGIO ANTIFASCISTA

foto di LeTormenta.

FASCISTI, RAZZISTI & BANCHE ASSIEME A BRACCETTO

Venerdì 17 aprile alle ore 21:00, nella saletta di via Bruni N° 2 (sala di proprietà della Banca di Forlì – BCC di Via Repubblica 4) si è tenuta l'ennesima iniziativa di stampo fascista: soltanto l'ultima di una serie di provocazioni fasciste-razziste che purtroppo negli ultimi tempi si sono susseguite in città.
La banca ha concesso la sua saletta, infatti, al movimento politico "SOVRANITÀ", che altro non è che la nuova sigla che cela l'organizzazione di estrema destra "Casa Pound Italia". Questo è un partito neofascista, alleato a livello nazionale con la Lega Nord di Salvini, che si stà impegnando a sua volta a sdoganare i "fascisti del terzo millennio", come amano definirsi i camerati di Casa Pound.
Oltre alle ormai consuete sparate nazionaliste, la retorica contro gli immigrati, l degrado (forse parlavano del loro degrado mentale!) e l'odio diffuso contro i Rom (é proprio Salvini che appena qualche settimana fa proponeva di radere al suolo i campi Rom) sono state solo alcune delle tematiche farneticanti lanciate alla serata.
Ed infatti, non a caso, a sdoganare i neofascisti di Forlì (che hanno una loro sede in città aperta nel maggio 2014, in via Donizzetti 31) ci sta pensando proprio la Lega Nord, che su tematiche razziste e xenofobe ci si trova in perfetto accordo. Non è quindi con stupore che all'iniziativa di via Bruni vi fosse il parlamentare forlivese della Lega, Gianluca Pini, presente come relatore della serata accanto al vicepresidente nazionale di Casa Pound, Simone Di Stefano, e ai neofascisti locali di via Donizzetti.
Non è un segreto che la Lega Nord abbia attuato negli ultimi anni un deciso spostamento a destra – all'estrema destra! - tanto da far comunella in Europa col Front National di Marine Le Pen e nel "bel paese" accompagnarsi con la peggior feccia nazi-fascista.
La cosa divertente della questione è la ridicolaggine di questi "fascisti del terzo millennio" che mentre a parole si dicono "contro le banche, contro l'usura e contro la finanza" poi vanno ad elemosinare gli spazi proprio ad una banca, che rappresenta il sistema della finanza e del capitalismo e fanno accordi con la Lega Nord, una delle peggiori espressioni del liberismo economico, più volte alleata di Berlusconi al governo del paese. I neofascisti di Casapound rinvigoriscono così la tradizione che vuole il fascismo e i fascisti foraggiati e sostenuti dal grande capitale, come ai tempi di Mussolini!
Contro la presenza dei fascio-leghisti si sono svolte alcune proteste. Venerdì mattina un gruppo di antifascisti ha magafonato e distribuito volantini davanti alla sede della Banca di Forlì in Corso della Repubblica 2. Ciò ha sicuramente creato qualche grattacapo ai signori dirigenti della banca, apparsi molto irritati, primo fra tutti il direttore Daniele Boattini che è sceso in strada a parlare con gli antifascisti accampando scuse poco convincenti. Venerdì sera, poi, come Assemblea del coordinamento antifascista forlivese abbiamo lanciato un presidio contro la squallida iniziativa di Sovranità-Casapound. I fascio-leghisti - una cinquantina - hanno trovato ancora una volta ad attenderli gli antifascisti. Come sempre ben nutrita la presenza questurina con 3 cellulari dell'antisommossa.  I fascio-leghisti hanno svolto la loro bella serata completamente blindati, con le vie d'accesso alla saletta chiuse da un cordone di celerini.
Sabato pomeriggio, infine, si è organizzato un banchetto di materiale antifascista sotto i portici di Piazza Saffi, con volantinaggio e mercatino del baratto, che si è svolto a dispetto della pioggia (e che si ripeterà senz'altro il 9 maggio, con diverse iniziative e speriamo col sole).
Vi è da sottolineare la mossa dei fascisti di indire tre iniziative concomitanti (Casapound a Forlì il venerdì sera, Forza Nuova a Ravenna e Sentinelle in Piedi a Faenza il sabato pomeriggio) sperando così di separare le forze a loro opposte. La realtà dei fatti dimostra invece che i fascisti hanno trovato chi gli si è opposto in ognuna di queste città!
Se è vergognoso che questi neofascisti dichiarati, nel recente passato anche responsabili di attacchi e aggressioni, ricevano ancora una volta legittimità politica ed addirittura accoglienza in una sala aperta al pubblico, così come in piazza, è anche vero che la determinazione degli antifascisti coerenti è tale che non può essere spezzata!
Contro chi fomenta la guerra tra poveri e propugna apertamente l'odio contro il "diverso" o lo straniero (quel "prima gli italiani" che è l'apologia esplicita della discriminazione più spregevole) noi opponiamo la guerra aperta ai fascisti e ai loro amici.
Chi presta i suoi spazi o il suo aiuto a questi gruppi fascisti e razzisti, chi li legittima in qualsiasi modo, non solo si rende loro complice ma sta facendo un gioco molto sporco.
Una responsabilità che non dev'essere ignorata.

ASSEMBLEA ANTIFASCISTA FORLIVESE – APRILE 2015

          ...Ci si vede in piazza il 9 maggio!


... ... ... ... ... ... ... ...

Intanto invitiamo a continuare le proteste (con fax, mail, lettere, telefonate) nei confronti della Banca di Forlì, dimodoché i lorsignori capiscano una volta per tutte che avere contatti con i fascisti e i razzisti non è un buon affare per loro (si invitano anche tutti i detentori di un conto corrente aperto su questa banca a ritirare i propri risparmi e a spiegargli il perchè):

Banca di Forlì (BCC) -⁠ (Direttore generale: Daniele Boattini) -⁠
Corso della Repubblica 2/⁠4 – 47121 Forlì
Tel: 0543450811 -⁠ Fax: 054327808
mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  -  mail BCC regionale: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Forlì - No pasaran!!!

Report antifascisti da forlì

Per la seconda volta nell'arco di un mese, la feccia neofascista ha tentato di "prendersi la città di Forlì". Nel primo caso (sabato 7 febbraio) erano stati i "bravi ragazzi" di Casa Pound a provarci: sbandierato come un corteo che doveva portare militanti neofascisti da tutta la regione, gli epigoni forlivesi di Iannone hanno raccimolato 25 sfigati apparsi frastornati dalla risposta determinata degli antifascisti. Questa era la prima vera prima prova generale per loro, la prima volta che uscivano fuori dalla loro fogna aperta in città nel maggio 2014 (il “Barbanera” di via Donizzetti 31).
Sabato 14 marzo, invece, ci ha voluto provare Forza Nuova, che in Romagna vanta un ben più solido radicamento (la loro sede storica si trova a Faenza, via Torricelli 22).
Giunti in una cinquantina per una manifestazione contro gli immigrati (emblematico il loro striscione "l'immigrazione uccide") in una piazza Saffi con più persone in giro del solito per la recente apertura di "Eataly" (il megastore di lusso partner del vorace Expo2015) e scortati come sempre da una presenza smodata di pulotti antisommossa, Ros, digossini e compagnia brutta, i fasci hanno trovato ad accoglierli 250 persone, tra compagni/e anarchici/che e comunisti/e, studenti delle superiori, collettivo universitario, individualità antifasciste, vecchi e nuovi partigiani , associazionismo cittadino e semplici cittadini. Molte le donne e i giovani. Da segnalare positivamente anche la buona presenza di immigrati, che stavolta ci hanno messo la faccia. Cosa non scontata. E anche la partecipazione di vecchi/e signori/e che che ci ricordavano che i fascisti vanno trattati come si faceva un tempo e cioè "presi a bastonate!".
I forzanovisti, giunti dalle città e dai paesi di tutta la Romagna e capitanati dal loro ducetto in pectore, il riminese Mirco Ottaviani, con al seguito qualche vecchio residuato del passato e qualche camerata del MIS (Movimento Idea Sociale) del defunto Pino Rauti, si sono dilettati in cori beceri, deliri razzisti, invettive verso gli antifascisti e molti saluti romani a braccio teso. Questo per due orette e sempre subissati dalla rabbia e dalle grida degli antifascisti, tenuti a distanza dal cordone di celerini. Al termine i fasci sono stati scortati al parcheggio adiacente la piazza (piazza XX Settembre) dove avevano le auto. In questo frangente la questura ha pensato bene di far transitare i fascisti di fronte al monumento che ricorda i caduti partigiani, come del resto già avvenuto in occasione della passata manifestazione di Casa Pound, mentre gli aderenti all'ANPI presenti erano andati a presidiare il monumento (mentre il resto degli antifascisti veniva respinto dalle forze del (dis)ordine). I fascisti sono quindi passati, sputando addosso ed insultando i partigiani e gli aderenti dell'ANPI. Dopo pochi attimi i fascisti sono saliti sulle auto e rapidamente se ne sono andati.
Una cosa è certa: anche questa volta i fascisti non sono riusciti a prendersi Forlì, così come era nelle loro intenzioni. La città rappresenta, infatti, per tutti i gruppi fascisti e xenofobi (Forza Nuova, Casa Pound, MIS, Fratelli D'Italia-AN, Lega Nord) una ghiotta meta, anche perchè è la provincia che ha dato i natali al traditore pelato di Predappio, paese che dista pochi km dal capoluogo e vede ormai da anni le consuete calate dei fascisti da tutt' Italia per celebrare il ventennio mussoliniano e la marcia su Roma (fasci fessi e indefessi acquirenti dei 3 negozi di memorabilia del ventennio fascista).
Nonostante ci abbiano provato più volte, una cosa rimane chiara: FORLÌ È ANTIFASCISTA!
Gli antifascisti lo hanno dimostrato una volta di più!
Una parola, però, la vogliamo spendere anche riguardo a quei partiti politici che il giorno dopo il raduno di FN, come da tradizione consolidata, hanno dedicato il loro tempo nel prendere pubblicamente le distanze dagli antifascisti, con idiozie pretestuose che non stiamo nemmeno a commentare, tanto sono imbecilli. Stiamo parlando ad esempio del PD, e soprattutto della sua componente giovanile, i cosiddetti Giovani Democratici (ma Vecchi Dentro!) che non perdono occasione per mostrarsi ridicoli...riuscendoci benissimo!
Un partito il PD, lo vogliamo ricordare, che a Forlì, la città che governa, ha promosso normative securitarie "anti-degrado" contro i poveri, manda e ha mandato la sua polizia municipale a multare, schedare e aggredire gli immigrati, tiene completamente sfitte le case popolari mentre più volte è accaduto che persone in città morissero di freddo all'aperto, sgombera gli spazi sociali sottratti all'oblio al quale erano destinati dall'amministrazione comunale (vedi Borghetto occupato e Maceria occupato), partecipa ad iniziative culturali tese a celebrare l'arte e l'architettura del Ventennio fascista (mostra Novecento, progetto Atrium) tra l'altro finanaziando direttamente con milioni di euro il restauro dei monumenti e degli edifici fascisti.
Un partito, il PD, che a livello nazionale intrattiene rapporti con le destre, con cui governa; è artefice di riforme da macelleria sociale (lavoro, previdenza, disoccupazione); manda la sua polizia a manganellare operai, studenti e movimenti sociali; vara leggi contro i senza casa e gli spazi autogestiti; fa sfrattare migliaia di persone e famiglie indigenti senza offrire nessuna soluzione alla questione casa se non agevolare gli interessi di palazzinari e speculatori; sostiene le grandi opere inutili e nocive, gli intrallazzi mafiosi, nonchè l'occupazione militare e fascista della Val di Susa.
Questo è un partito che non può e non deve dare lezioni di antifascismo a nessuno!
L'antifascismo è una cosa seria, fuori dai piedi, quindi, i partiti che vogliono speculare su questo tema per mero calcolo politico e opportunista!
Il loro problema – il problema di tutti gli istituzionali di palazzo – è la contraddizione in cui ricadono tutte le volte che si presentano situazioni come questa. Il loro maggior cruccio, sabato, era che i fascisti non manifestassero in "quella" piazza, la piazza simbolo dei caduti partigiani. Fosse stata un'altra piazza a loro sarebbe andato bene. Addirittura sono giunti a proporre a Prefetto e Questore lo spostamento della manifestazione fascista in un luogo diverso. Una proposta, questa, che la dice davvero lunga sul loro antifascismo!
Tra l'altro sorge banale una domanda: dov'erano questi sostenitori dei valori "democratici", attori istituzionali sedicenti "antifascisti", appena un mese fa quando Casa Pound è scesa in piazza? (E dov'erano in tutti questi anni, quando Forza Nuova, Casa Pound e fascisti vari facevano tranquillamente i loro banchetti e i loro cortei, fronteggiati dai soli compagni?) Guarda caso si presentano solo dopo che i compagni antifa e libertari si sono mobilitati! Ma va bene così, solamente lo vogliamo ribadire con forza, ancora ed ancora, fino a quando non entrerà nelle orecchie e nella testa di questa marmaglia democristiana: noi i fascisti non li vogliamo da nessuna parte, nè in piazza Saffi, nè altrove! L'unico luogo dove davvero li vedremmo bene è attaccati ad un lampione a penzolare, magari ad uno di quei lampioni di piazza Saffi dove sono stati impiccati durante la Resistenza il partigiano Silvio Corbari e i suoi. Lampioni che ancora recano ben visibili i fasci littori, che le istituzioni cittadine si sono ben guardate dal togliere e che i turisti stranieri si divertono a fotografare per portarsi a casa una bella cartolina di Forlì.
Una Resistenza, quella di Corbari e della sua banda, che sentiamo e facciamo nostra e che continua oggi contro quei gruppi che si autorappresentano come "nuovi" o "del nuovo millennio" ma che sono gli stessi squadristi di ieri, le escrescenze putride e marcescenti di sempre! Ma che va riattualizzata anche contro le pratiche di discriminazione sociale ed economica, autoritarie, xenofobe, securitarie della politica istituzionale.
Sappiamo che i fascisti riproveranno ancora – come sta succedendo d'altronde in altre città – a "prendersi Forlì". Dovranno trovare sempre al proprio posto gli antifascisti e gli antiautoritari ad aspettarli.
Oltre a ciò, va ripresa e sviluppata una vera cultura antifascista ed antiautoritaria nelle città, nei paesi, nelle scuole ed università, nei luoghi di lavoro, d'appertutto.
Una cultura che si appropri dei suoi spazi e li chiuda invece al fascismo e all'autoritarismo.

Chi parla di libertà di pensiero e d'espressione per i fascisti, invece che di legnate, è connivente del fascismo!

Chi non scende in strada o non fa nulla contro i fascisti è connivente del fascismo!

Chi si fa promotore di idee securitarie, xenofobe, razziste è connivente del fascismo!

NOI NON SIAMO CONNIVENTI!
 

Individualità antifasciste forlivesi

 

L'ANTIFASCISMO È SEMPRE LEGITTIMO!

Comunicato relativo al presidio antifascista di sabato 7 febbraio - Forlì 

“Fra tirannia e libertà, fra dittatura e popolo stanno, pietra di confine,le forche di Silvio Corbari, Iris Versari, Adriano Casadei, Arturo Spazzoli”.

“Su queste strade se vorrai tornare/ai nostri posti ci ritroverai/morti e vivi collo stesso impegno/popoli serrati intorno al monumento/che si chiama/ora e sempre/RESISTENZA!”

Sabato 7 febbraio una manciata di neofascisti hanno con la loro presenza appestato l'aria della città di Forlì.
  L'occasione: la vicinanza del “giorno del ricordo”, celebrato tutti i 10 di febbraio dopo essere stato istituito per legge nel 2004 come giornata nazionale, per commemorare i presunti “massacri delle foibe” nelle province Jugoslave occupate dai fascisti, durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale. Ricorrenza revanscista e neofascista, che decontestualizza e deforma totalmente i fatti, scordando l'invasione della Jugoslavia da parte dell'Italia mussoliniana e i crimini e le brutalità effettuate dai fascisti contro la popolazione jugoslava, con la conseguente “italianizzazione” dei territori occupati.
  Le azioni per questa “commemorazione” - in realtà uno dei soliti pretesti per i gruppi e i partiti neofascisti per mettere fuori dalle loro fogne quelle brutte facce che hanno, e a cui si presta anche buona parte della cosiddetta sinistra istituzionale - nei giorni precedenti erano state preannunciate a livello nazionale da Casa Pound Italia.
  Appello a cui i “bravi ragazzi” di Casa Pound Forlì hanno risposto “presente”; questa è stata l'occasione per la loro prima iniziativa di piazza dopo l'apertura a maggio 2014 del loro covo (il “Barbanera” di via Donizzetti 31), una palestra-pub-spazio conferenze dove si svolgono anche corsi di arti marziali e uso del coltello apertamente pubblicizzato. Attività abbastanza “particolari” per una “associazione di promozione sociale” (affilliata a Federitalia), qual'è per statuto Casa Pound.
  Una sessantina di antifascisti hanno deciso quindi di rispondere con una presenza militante, proprio in quella piazza dove i fascisti avevano preannunciato la loro presenza, proprio in quella piazza dove settant'anni fa venivano impiccati i partigiani forlivesi dai padri di questi “fascisti del terzo millennio”, come loro stessi si autodefiniscono.
  Quello che doveva essere un corteo, si è subito dimostrato essere una camminata di una trentina di questi fascisti – provenienti da Forlì, da Cesena ma anche da fuori provincia – che hanno raggiunto piazza Saffi alla spicciolata, difesi come sempre da un ingente dispiegamento di forze dell'ordine (ben 4 camionette tra carabinieri e polizia), per dirigersi davanti al sacrario dei morti della Resistenza, dove hanno srotolato le loro bandierine e il loro misero striscioncino evocativo.
  Una provocazione bella e buona!
  Fronteggiati dalle compagne e dai compagni antifasciste/i (tenuti a bada da un cordone di celerini), che hanno anche effettuato un volantinaggio informativo in piazza nelle ore precedenti, i baldi giovani di Casa Pound hanno fatto appena in tempo a lanciare qualche coretto e poi – subito subissati dalle grida e dalla rabbia degli antifascisti – inspiegabilmente hanno perso la voce.
  Dopo poco, senza riuscire a distribuire un solo volantino e a fare il benché minimo nulla, hanno fatto dietrofront e se ne sono tornati verso il loro buco di fogna. Ovviamente anche la ritirata è stata protetta, come all'arrivo, dalle solertissime guardie, che nell'occasione hanno anche ben pensato di distribuire, tanto che c'erano, qualche spintone e qualche manganellata agli antifascisti. Questo mente i fasci si potevano concedere una sfilata in via Giorgio Regnoli, una delle strade più multietniche della città, dove, tanto per non smentirsi, minacciavano e insultavano gli avventori di alcuni bar scesi in strada per vedere quel che stava accadendo.
  Questa provocazione avviene a poche settimane dall'attacco squadrista di Cremona, dove 60 appartenenti a Casa Pound hanno attaccato premeditatamente un centro sociale, ferendo gravemente un compagno – Emilio - con spranghe, mazze, pugni e calci tanto da farlo finire in coma farmacologico, e dopo una lunga serie di aggressioni in tutta Italia che vedono coinvolti i “bravi ragazzi” di Casa Pound (vale la pena ricordare che ad oggi per l'aggressione al Csa Dordoni sono indagati quattro dei compagni che hanno difeso il centro sociale dall'assalto fascista).
  Parliamo di Casa Pound, quella che manda i suoi iscritti ad esercitarsi sugli appennini o coi fucili nei campi della  Birmania e in Ucraina, assieme ai nazisti locali. Casa Pound che a Roma a novembre 2014 ha impedito l'ingresso a scuola ai bambini rom.
  Casa Pound che a Forlì, invece, ha organizzato una raccolta fondi per i camerati di Viterbo arrestati il 19 novembre scorso (tra cui Diego Gaglini, candidato sindaco di Viterbo per CasaPound alle ultime elezioni comunali) perché responsabili del pestaggio dei tifosi di una squadra di calcio, durante una gara a Magliano Romano ed ha espresso la propria solidarietà ai 14 arrestati di dicembre, ex di “Ordine Nuovo” che progettavano azioni e ripetuti tentativi di reperire armi tramite rapine, ponendosi in continuità con l'eversione nera degli anni ‘70 (tra gli arrestati anche vecchie conoscenze come Stefano Manni, ex carabiniere, parente del terrorista nero Gianni Nardi, e Rutilio Sermonti, ex repubblichino, poi MSI e Ordine Nuovo, molto legato a Casa Pound Italia, che lo ha spesso ospitato nelle sue sedi).
  La decisione di far sfilare i neofascisti a Forlì è tutta politica: prefetto, questore, sindaco e giunta comunale sono tutti responsabili! Cosa che comunque non stupisce, né può meravigliare! Chi si presta a concedere spazi e legittimità democratica a questi squadristi sa bene che i neofascisti, oggi come ieri, sono una risorsa da impiegare contro tutti i movimenti sociali e per spingere le persone a prendersela con gli immigrati invece che con i padroni (come abbiamo visto a Tor Sapienza, dove all'opera contro i rifugiati politici ritroviamo le stesse persone che lucrano nella gestione dei cosiddetti centri di accoglienza). Una guerra tra poveri alimentata non solo dai fascisti ma anche da molti di quei partiti che siedono in parlamento, prima fra tutte la Lega Nord, che a livello nazionale collabora con Casa Pound. O come Fratelli d'Italia, che il giorno dopo il “corteo” di Casa Pound a Forlì ha aggiunto l'offesa di un cartello contro i partigiani attaccato allo stesso monumento ai caduti della Resistenza. Fascisti che operano quindi col beneplacito dei partiti e delle istituzioni sedicenti democratiche.
  Chi ha deciso di lasciar fare i neofascisti di Casa Pound, standosene a casa, delegando ad uno striminzito comunicato un antifascismo formale e ormai annacquato ha fatto la sua scelta.
  Gli antifascisti che sono scesi in strada per ribadire che i fascisti non devono avere nessuno spazio politico ne hanno fatta un'altra, secondo coerenza e dignità. Secondo questa scelta, l'antifascismo non è una bandiera al vento da sventolare solo in alcune occasioni, né tanto meno qualcosa per cui debba chiedersi un'autorizzazione a chicchessia: quando i fascisti scendono in strada gli antifascisti li fronteggiano a viso aperto!
  Tra l'altro si ricorda che il cosiddetto reato di “manifestazione non preavvisata” è un lascito delle leggi fasciste ideate per schiacciare gli antifascisti, e che ancora oggi la democrazia impiega a senso unico con la medesima finalità di zittire chi protesta e chi lotta. Una norma fascista inaccettabile ed infame, ancora in vigore mentre ci si riempie la bocca con concetti come “libertà d'espressione”, che ogni giorno viene invece calpesta.
  Chissà se anche Silvio Corbari, comandante partigiano forlivese, avrebbe detto: “fermi compagni, non scendiamo in piazza contro i fascisti perché non abbiamo l'autorizzazione!”. Non crediamo proprio; crediamo, anzi, che Corbari sarebbe stato in piazza con noi sabato, decisamente con noi. Coerentemente con le sue idee.
  Se, in un clima di crescente amnesia sociale, la memoria dei partigiani non sta più a cuore nemmeno alle associazioni che dovrebbero difenderla da offese come questa, tra l'altro in occasione del 70° della Liberazione dal nazifascismo, allora ci faremo carico - ben lieti di farlo - anche di questo. Contro ogni fascismo, vecchio e nuovo che sia!
  Perchè alla parola legalità - specchietto per le allodole dell'autoritarismo più becero che vediamo oggi all'opera in Valsusa come in occasione degli sfratti violenti contro chi occupa una casa per necessità – preferiamo ancora la parola RESISTENZA!
  E di questo ne facciamo un vanto!

  La nauseante presenza fascista nella città di Forlì deve finire! Chiudere Casa Pound! Chiudere tutti i covi fascisti!

   ALCUNE/⁠⁠⁠I ANTIFASCISTE/⁠⁠⁠I CHE NON DELEGANO