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UNA CREPA NELLA NORMALIZZATA VITA DI PROVINCIA.

Dopo gli arresti del 25 marzo a Forlì, durante un'irruzione dei carabinieri in borghese alla Crepa Squat, vogliamo scrivere com'è andata.

Una di noi torna a casa e trova la porta sfondata, si accorge che hanno rubato una macchina fotografica  e vede una lettera scritta da un compagno detenuto messa in bella vista sul tavolo della cucina.

 

Davanti a questa situazione vengono avvisat* due amic* che arrivano in poco tempo.
Purtroppo, oltre a loro, arrivano di fretta e furia anche alcuni carabinieri in borghese del NOR (Nucleo Operativo Radiomobile) che irrompono in casa col solito fare da schifosi servi.
Questi erano già appostati nei paraggi, perché avvertiti da una presunta parente del proprietario,
hanno aspettato che arrivasse qualcun* nell'abitazione (in tribunale dichiareranno di aver atteso che alla prima persona si aggiungessero altr*) per poi far scattare l'imboscata.
La reazione istintiva e spontanea è stata di cercare di tenere quei brutti figuri lontani da sé, chiudendo la porta che però, purtroppo, era stata sfondata e perciò i carabinieri sono riusciti ad entrare facilmente.
Una volta dentro hanno iniziato a urlare chiedendo i documenti e hanno sequestrato tutti i telefoni dei presenti. Dopo tre compagn* sono stat* separat* e le divise infami hanno cominciato a perquisire la casa, le macchine e gli effetti personali.
Il compagno presente è stato sottoposto nell'immediato a perquisizione a nudo.
Le ricerche, nonostante i fatti contestati fossero apparentemente legati all'occupazione, sono state tutte esplicitamente orientate verso materiale anarchico e politico.
Un compagno e una compagna sono stati portati in caserma mentre l'altra rimaneva durante la perquisizione durata molte ore per poi raggiungere gli altr*.
Le due compagne vengono qui perquisite a nudo due volte.
Dopo ore di attesa e dopo il foto-segnalamento e il prelievo delle impronte digitali viene comunicato lo stato d'arresto e il processo per direttissima l'indomani.
Passata la notte in cella di sicurezza la mattina al processo per direttissima viene convalidato l'arresto e commutato in obbligo di firma tre volte a settimana e al compagno un foglio di via per 3 anni dal comune di Forlì.
Ci preme sottolineare che i carabinieri prima del rilascio hanno tentato di prendere il DNA a tutt*  compagn* minacciandol* di non rilasciarl* se non avessero acconsentito al prelievo.
I/le compagn* si sono rifiutat*.
Senza la disposizione della magistratura del prelievo coatto nessun* è obbligat* a darlo, e anche fosse, l'unica cosa che ci costringe è l'uso della loro forza sui nostri corpi.
Sappiamo che questa pratica sta diventando sempre più comune e normalizzata all'interno di questure, caserme e carceri.
Non vogliamo essere numeri nella banca dati Europea del DNA, vogliamo ostacolare la loro schedatura totale, il loro controllo capillare delle vite di tutto e tutt*.

Ci rivendichiamo l'occupazione come pratica per necessità, per gioia, per liberare spazi.
Contro ogni forma di repressione, contro chi lascia case vuote, contro la proprietà privata, contro l'autorità che la difende.
Contro ogni multinazionale che devasta la terra (Eni, ENEL, Hera...).
Contro la vita a pagamento: acqua, gas e luce a sbafo!