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Foibe - Giorno del ricordo? Una breve riflessione e ricostruzione storica

Segue uno scritto sulle foibe realizzato da anarchicx antifascistx modenesi:

Il 20 settembre 1920, in visita a Pola, Mussolini così si proferiva:


« […] io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani.»

Questa dichiarazione d’intenti diede il via a una politica di italianizzazione forzata, esplicitamente indirizzata alla pulizia etnica della Venezia Giulia, annessa al Regno d’Italia nel 1918 alla fine della Prima Guerra Mondiale. Il piano coloniale del neonato regime comportò tra le altre cose: l’obbligatorietà dell’insegnamento scolastico esclusivamente in italiano; la cessata pubblicazione di libri e giornali, nonché la chiusura delle scuole, così come degli istituti culturali di lingua slovena, croata ed istrorumena; il cambio imposto ai nomi delle persone e alla toponomastica pubblica, e finanche la “revisione” delle epigrafi giudicate non “sufficientemente italiane” sulle lapidi dei cimiteri.

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IMOLA - La resistenza Curda tra guerra e resistenza. CONCERTO HC PUNK BENEFIT

2 aprile 2016_web

Spazio Libertario "Sole e Baleno" - COMUNICATO STAMPA


Da lunghi mesi un gruppo di lavoratori di Stemi Logistica (che fa parte 

del Consorzio Carisma) occupati presso il cantiere Artoni di 

Pievesestina (Cesena) sta lottando per ottenere il reintegro dopo che 28 

di loro sono stati licenziati ad inizio estate per aver avanzato 

richieste migliorative del loro ambiente di lavoro e per essere per la 

maggior parte tesserati del sindacato ADL Cobas.

Con scioperi, presidi, picchetti all'esterno di Artoni e delle altre 

aziende clienti di Stemi, questi lavoratori stanno portando avanti una 

dura vertenza che li vede mettersi in gioco direttamente.

Ad oggi, le richieste di questi lavoratori non sono state ancora 

soddisfatte. Anzi, in questi giorni di festività natalizie hanno dovuto 

organizzare un presidio permanente in piazza del Duomo a Cesena per 

ottenere il pagamento delle tredicesime a loro spettanti che l'azienda 

ancora non aveva liquidato.

 

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TRIESTE - Se vedo un punto nero... ci vado al bar

COME È BELLO FAR L'AMORE CON CASAPOUND DA TRIESTE IN SU
ovvero
SE VEDO UN PUNTO NERO CI VADO AL BAR



 Una domanda sorge spontanea quando si sentono certe voci.

Ma qual è Casa Clown, Casa delle Culture o Casa Pound?

Noi “anarcomatti che sentiamo le voci”, come ci hanno definiti,
sicuramente non quella del leader di CPI Trieste, con cui – pensate un
po' – non ci sembra proprio il caso di parlare. Sarà che siamo
antifascisti?

Sappiate invece che ci sono degli “antifascisti” – pensate, amano
definirsi proprio così –, grandi amanti della pace sociale,
addomesticati e addomesticatori, che non disdegnano di parlare con i
fascisti, né di incontrarsi con loro.

Quello che è successo, alcuni mesi fa, che ci sembra comunque attuale al
fine di avviare una riflessione, che all'epoca non vi è stata, essendo
solo ora il fatto di pubblico dominio, è che il capetto dei
disobbedienti di Trieste, siti in Casa delle Culture, regalo del comune,
ha pensato bene di avere un incontro personale, e lo ammette senza
vergogna, con il capetto dei fascisti della tartaruga (prossimi
all'apertura della sede triestina) per accordarsi sui limiti e i metodi
dello spettacolo dei loro fronteggiamenti.

Niente di nuovo sotto il sole, solo, evidentemente, si sono detti: se
funziona così bene da così tanti anni con gli amici sbirri, perché non
cominciare anche con gli amici fasci?

Nulla che ci sorprenda, sia chiaro, a 'sì tristi spettacoli siamo ben
abituati, ma ci preme di auspicare che ci si comporti di conseguenza con
questi “collaboratori” e collaborazionisti.

Smettiamo di combattere solo sbirraglia e fasci. Smettiamola di farci
accomunare in fantomatici movimenti che a osservare sono solamente gli
accordi democratici che prendono con il nemico, siano essi sbirri o
fascisti, pur di limitare i danni che gli individui indipendenti
potrebbero arrecare al loro caro ordine costituito. Attacchiamo la
sinistra, la politica, i cittadinisti e loro smania di pompierare il
fuoco della ribellione e di recuperare la rabbia incontrollabile contro
tutto l'esistente.


Individualità anarchiche