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IMOLA - La resistenza Curda tra guerra e resistenza. CONCERTO HC PUNK BENEFIT

2 aprile 2016_web

Spazio Libertario "Sole e Baleno" - COMUNICATO STAMPA


Da lunghi mesi un gruppo di lavoratori di Stemi Logistica (che fa parte 

del Consorzio Carisma) occupati presso il cantiere Artoni di 

Pievesestina (Cesena) sta lottando per ottenere il reintegro dopo che 28 

di loro sono stati licenziati ad inizio estate per aver avanzato 

richieste migliorative del loro ambiente di lavoro e per essere per la 

maggior parte tesserati del sindacato ADL Cobas.

Con scioperi, presidi, picchetti all'esterno di Artoni e delle altre 

aziende clienti di Stemi, questi lavoratori stanno portando avanti una 

dura vertenza che li vede mettersi in gioco direttamente.

Ad oggi, le richieste di questi lavoratori non sono state ancora 

soddisfatte. Anzi, in questi giorni di festività natalizie hanno dovuto 

organizzare un presidio permanente in piazza del Duomo a Cesena per 

ottenere il pagamento delle tredicesime a loro spettanti che l'azienda 

ancora non aveva liquidato.

 

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TRIESTE - Se vedo un punto nero... ci vado al bar

COME È BELLO FAR L'AMORE CON CASAPOUND DA TRIESTE IN SU
ovvero
SE VEDO UN PUNTO NERO CI VADO AL BAR



 Una domanda sorge spontanea quando si sentono certe voci.

Ma qual è Casa Clown, Casa delle Culture o Casa Pound?

Noi “anarcomatti che sentiamo le voci”, come ci hanno definiti,
sicuramente non quella del leader di CPI Trieste, con cui – pensate un
po' – non ci sembra proprio il caso di parlare. Sarà che siamo
antifascisti?

Sappiate invece che ci sono degli “antifascisti” – pensate, amano
definirsi proprio così –, grandi amanti della pace sociale,
addomesticati e addomesticatori, che non disdegnano di parlare con i
fascisti, né di incontrarsi con loro.

Quello che è successo, alcuni mesi fa, che ci sembra comunque attuale al
fine di avviare una riflessione, che all'epoca non vi è stata, essendo
solo ora il fatto di pubblico dominio, è che il capetto dei
disobbedienti di Trieste, siti in Casa delle Culture, regalo del comune,
ha pensato bene di avere un incontro personale, e lo ammette senza
vergogna, con il capetto dei fascisti della tartaruga (prossimi
all'apertura della sede triestina) per accordarsi sui limiti e i metodi
dello spettacolo dei loro fronteggiamenti.

Niente di nuovo sotto il sole, solo, evidentemente, si sono detti: se
funziona così bene da così tanti anni con gli amici sbirri, perché non
cominciare anche con gli amici fasci?

Nulla che ci sorprenda, sia chiaro, a 'sì tristi spettacoli siamo ben
abituati, ma ci preme di auspicare che ci si comporti di conseguenza con
questi “collaboratori” e collaborazionisti.

Smettiamo di combattere solo sbirraglia e fasci. Smettiamola di farci
accomunare in fantomatici movimenti che a osservare sono solamente gli
accordi democratici che prendono con il nemico, siano essi sbirri o
fascisti, pur di limitare i danni che gli individui indipendenti
potrebbero arrecare al loro caro ordine costituito. Attacchiamo la
sinistra, la politica, i cittadinisti e loro smania di pompierare il
fuoco della ribellione e di recuperare la rabbia incontrollabile contro
tutto l'esistente.


Individualità anarchiche

 

IMOLA - COMUNICATO SUI FATTI DEL 21 LUGLIO 2015

Nella mattinata del 21 luglio lo Sportello Antisfratto di Imola e altri/e solidali si sono ritrovati per difendere il diritto alla casa di una famiglia che, dopo aver pagato un mutuo per più di 8 anni versando oltre 80.000 €, si è ritrovata in condizioni precarie dovute alla perdita del lavoro e non è più riuscita a sostenere il pagamento delle rate. La casa è stata perciò pignorata dalla banca e svenduta con la famiglia che ancora ci vive dentro. Dopo aver passato mesi senza che le Istituzioni proponessero soluzioni adeguate, nella mattinata si è svolto l'ennesimo accesso dell'ufficiale giudiziario per eseguire lo sfratto. A trattative in corso si è verificato l'intervento immotivato del Commissario Capo di Polizia di Imola, che in una situazione, pur nella sua gravità, di relativa tranquillità, è intervenuto strattonando e spingendo i/le solidali mentre questi stavano solo richiedendo di attendere che l'ufficiale giudiziario finisse di parlare e non si creasse ulteriore tensione.
L'esito dell'operato del Commissario e del conseguente intervento della celere ha portato ad una grave degenerazione della situazione, esasperando gli animi dei componenti della famiglia sotto sfratto: non ci pare che il Commissario si sia comportato nel rispetto delle sue funzioni, ovvero quelle di mantenere l'ordine pubblico, avendo con le sue azioni provocato l'aggravamento di una situazione già di per sé drammatica, che solo grazie alla lotta per il diritto all'abitare si è risolta con un rinvio dello sfratto.
Un problema sociale che colpisce anche a Imola centinaia e centinaia di famiglie è stato oggi trasformato in un problema di ordine pubblico, e due compagni sono stati ora denunciati per resistenza aggravata, senza che nessun atteggiamento aggressivo sia mai stato mosso dai/dalle solidali presenti.
È ora che l'Amministrazione Comunale si assuma la responsabilità della situazione di emergenza abitativa che si sta creando in città con i fatti e non solo con le parole.
Chiediamo quindi di non perdere ulteriore tempo e di porre all'attenzione del dibattito pubblico:
- Una moratoria sugli sfratti
- Il recupero delle case popolari sfitte e inutilizzate
- La fine della svendita del patrimonio delle case popolari

L'emergenza abitativa è un problema, la soluzione non è la repressione!

Sportello Antisfratto di Imola