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Cronaca di una giornata di Resistenza

Cos’è successo a Rimini l’8 settembre? 

La settimana che precede l'annunciato corteo nazionale di Forza Nuova a
Rimini è frenetica di mobilitazioni: assemblee, passeggiate
antifasciste, varie attività che danno il segno di un fermento in
espansione.
Quando veniamo a sapere che i fascisti si ritroveranno in stazione, che
ci sarà l'Anpi come sempre in Piazza Tre Martiri, che il centro sarà
occupato dal "rebel network" (un convegno delle "femministe di sinistra"
per dirla con Dalla) e da una manifestazione legata all'accoglienza
cattolica, optiamo per scommettere sull'obiettivo più alto: cercare di
impedire la manifestazione dei fascisti occupandone la piazza, dal
momento che, non potendo andare verso il centro, avrebbero avuto a
disposizione un'unica piazza al mare.
Per la prima volta in città potrebbero esserci 3 piazze antifasciste
diverse, per pratiche e contenuti, e se giocato bene questo fattore può
diventare vincente.
Si arriva così a sabato 8 settembre.

Ore 16.50
Arriviamo in Piazzale Fellini, a ridosso della Fontana dei 4 cavalli.
Si tratta della piazza dove sarebbero voluti arrivare i fascisti e da
cui noi vorremmo partire in corteo in direzione del centro.
Tutt'intorno la zona è estremamente militazzata: camionette, jersey,
transenne, cani poliziotto...e un top gun con l'elicottero che ci
volteggia minaccioso sulla testa (una vera luveria per i razzi nautici).

Ore 18
In Piazzale Fellini siamo oltre 200, presente la Romagna antifascista e
non solo.
Il funzionario della Questura intima di andarcene verso il mare
altrimenti useranno la forza ("vi carichiamo"). La cosa ci fa ovviamente
capire che hanno intenzione di fare arrivare i fascisti fino al luogo
che stavamo occupando. La piazza cambia: ci si compatta e ci si prepara
a resistere e contrattaccare. I compagni e le compagne sono determinate
a raggiungere l'obiettivo di non far sfilare i fascisti. Dietro di noi
il lungomare, alberghi, negozi, famiglie, civiltà del turismo.

Ore 18.20
Polizia e Carabinieri sono da una decina di minuti in assetto
antisommossa ma non avanzano: lo stesso funzionario di prima ora cambia
versione e viene a dire: "se non avanzate potete rimanere in piazza
quanto volete".
Il rapporto di forza messo in campo dimostrando di essere combattivi e
determinati a resistere in una zona riservata al turismo ha raggiunto il
primo obiettivo della giornata: occupare proprio la piazza dove volevano
arrivare i fascisti.
Questa situazione si protrae per un'ora e mezza mentre continua ad
accorrere gente al presidio.

Ore 20
In fondo a Viale Principe Amedeo, sotto al grattacielo, è pieno di
lampeggianti blu: a circa un km di distanza i fascisti vorrebbero
manifestare fino alla piazza che stiamo presidiando.
Nonostante siano ormai 3 ore che stiamo lì, continuiamo a tenere la
piazza, la situazione si rifà tesa e ci ricompattiamo. Poi avanziamo di
alcuni metri verso le fdo che si tengono a distanza.

Ore 21
I fascisti (circa 200) si sciolgono e se ne vanno, dopo la lite in
famiglia con la Polizia.
In pratica hanno fatto 300 metri lungo i binari della stazione e ben
poco altro: per loro zero piazze e nessun vero corteo quest'oggi, un po'
poco per una manifestazione annunciata come nazionale.
Dopo oltre 4 ore di stallo nella stessa piazza, decidiamo di partire in
corteo a sorpresa verso il lungomare e il porto.

Un corteo di sabato sera tra il Grand Hotel e la Ruota ha un sapore
onirico e felliniano...fino al quartiere San Giuliano e al Ponte di
Tiberio dove un pianista suona "Bella ciao" al nostro passaggio...per
poi concludere con un concerto pirata al Parco Marecchia.
Capiamo quanto rosichino i fascisti... la nostra piccola Rimini è
riuscita addirittura a impedire che i loro camerati chiamati un mese
prima da ogni dove facessero un corteo nazionale.
Un bello sberleffo per loro e per altri invidiosi reazionari.

Da parte nostra ringraziamo le generose e i generosi che hanno creduto
con fiducia e pazienza nella riuscita di questa giornata.
Tattica, strategia, abnegazione, forza, lucidità, legami e conoscenza
del territorio...vincere si può. Intanto ci godiamo questa scommessa
vinta ben sapendo che se i fascisti sono il frutto malato della crisi
capitalistica...occorre attaccare il capitalismo che li produce per
estirparli alla radice.

È soprattutto la lotta per un'altra società che deve trovarci
all'altezza della situazione.