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ROMAGNA ANTIFASCISTA

In molte parti del territorio romagnolo esistono da tempo delle assemblee antifasciste – eterogenee per percorsi e sensibilità delle persone coinvolte – che cercano di mettere in moto percorsi ed iniziative pratiche per costruire una socialità diffusa il più possibile inclusiva e solidale.
Ogni assemblea è in divenire, rifuggendo da qualsiasi forma rigida di struttura formale. Queste assemblee sono caratterizzate per essere del tutto indipendenti le una dalle altre, cosi come lo rimangono i gruppi e le persone che vi partecipano, anche se la volontà è quella di superare la dimensione locale (i campanilismi) e gettare un ponte tra le diverse esperienze, creando contemporaneamente una forma di comunic/azione agile e aggiornata che si traduca in una conoscenza maggiormente informata.
Questo blog non è e non vuole essere, perciò, niente più di un collettore di queste energie, un raccoglitore di notizie e approfondimenti, comunicati, iniziative esistenti nel territorio romagnolo (con alcune possibili incursioni inerenti a città e territori vicini od iniziative di notevole rilevanza nazionale e/o internazionale).
A questo scopo, il blog sarà affiancato ad un Bollettino cartaceo, per far sì che le iniziative e le idee prodotte sul territorio non vadano a perdersi nel normale avvicendamento delle notizie tipico di un blog ed anche perché la lettura su carta – che si può sfogliare più volte con un ragionamento più ponderato  –  è differente dallo sguardo veloce che distingue la fruizione dello strumento interattivo.
Argomento del blog è l’antifascismo in senso ampio, pertanto concernente anche l’antirazzismo, l’antisessismo, l’opposizione all’omo-transfobia, l’antimilitarismo e la resistenza alla degenerazione securitaria, la lotta all’autoritarismo in ogni sua possibile forma, senza dimenticare di collegarsi comunque sempre ad una spiccata sensibilità anti-capitalista.
Perché le lotte oggi devono necessariamente essere il più possibile intersezionali e compenetrarsi l’una alle altre per risultare davvero efficaci. Ed anche perché un argomentare ed una pratica antifasciste non possono essere fini a sé stesse ma dovrebbero sapersi guadagnare una credibilità criticando ed attaccando le cause primarie dell’esistenza di quell’ “eterno fascismo” che sempre ritorna:  il sistema di organizzazione socio-economico di stampo autoritario e capitalista e la brama di potere che questo sistema sottende e persegue.
Nel blog, quindi, si parlerà sì della peste dei gruppi neofascisti, che appestano con la loro presenza il territorio romagnolo fomentando discriminazione verso le diversità, nonché guerra tra poveri; ma uguale importanza, se non maggiore, avranno tutte quelle proposte e quelle iniziative che intendono ostacolare e combattere anche l’altra faccia di questo fascismo palese e manifesto, e cioè quel fascismo nascosto che si annida tra le pieghe del cosiddetto “antifascismo” istituzionale:  nel furore securitario e legalista che si esprime attraverso la continua militarizzazione delle città e le legislazioni contro i poveri (travestite da norme “anti-degrado”) , come nel razzismo democratico che trova oggi nuova linfa dalle pulsioni razziste interne alla società cosiddetta civile, costantemente sobillata contro presunti nemici interni (di volta in volta: i Rom, gli immigrati, gli islamici, i gruppi antagonisti, le persone omosessuali, etc…).
Il blog è un mezzo tra gli altri disponibili per comunicare, con la consapevolezza che è comunque nelle strade, negli spazi, nella quotidianità, nella costruzione di socialità, che questa comunic/azione trova attuazione pratica. Dobbiamo costruire relazioni umane, conoscenza reciproca, elaborazione condivisa. Processi reali che il mero utilizzo di un blog non potrà mai sostituire.