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NON FACCIAMOCI TROVARE IMPREPARATE/I MAI PIU’!

NE CON I FASCISTI, NE CON LA DEMOCRAZIA E I SUOI SBIRRI!

I fatti da cui vogliamo partire sono quelli accaduti in Piazzetta della Misura a Forlì, l’8 dicembre scorso.
Un gruppo di dieci nazisti di Forza Nuova con mazze e fumogeni è entrato in piazza a dar manforte a due camerati e una camerata, accerchiate/i da una contestazione antifascista.
Sono sbucati armati in pieno mercatino natalizio e hanno caricato un gruppo di contestatori/trici.
Non era mai accaduto nulla di simile nel territorio in cui viviamo.
Ci imponiamo di fare delle riflessioni perchè se ci limitiamo alla “cronaca” degli eventi, o a riportare ciò che Questura e politici ci dicono, senza fare le dovute critiche e i dovuti collegamenti, si finisce per fare del gossip, utile a chi questo mondo lo vuole immutabile: si finirebbe in definitiva tutte/i a lavorare per Il Resto Del Carlino.

Sappiamo che le forze dell’ordine conoscono questi militanti di Forza Nuova nome e cognome, indirizzi e luogo di provenienza (perchè sono sempre gli stessi da più parti dell’Emilia Romagna), sappiamo che le guardie in borghese monitorano vicinanze e dintorni di dove si svolge un’evento politico, tanto più se con rischio di contestazione; sappiamo anche che ci sono casi in cui a dei/delle manifestanti “antagonisti/e” è stato contestato il reato di “porto di arma bianca/oggetto atto a offendere” per un ombrello o una bottiglia di plastica.
Sappiamo quindi che questi nazisti sono arrivati a fare quello che hanno fatto e poi si sono messi a far chiacchiere tranquillamente in mezzo a celerini, carabinieri, municipale e digossini perchè ben sapevano di non rischiare nulla.
Tanto più che la celere si è messa a spintonare e allontanare gli/le antifasciste/e dalla piazzetta, non i nazi: più lampante di così!!
Lo sappiamo forti della memoria che ci fa pensare a Piazza Navona, nel 2008, dove la sbirraglia permise a un camion di fascisti di Casa Pound pieno di mazze e pietre di caricare un corteo studentesco; lo sappiamo perchè ricordiamo Genova 2001 dove agli/alle arrestati/e, dopo averle/i massacrate/i per strada facevano cantare in caserma “un due tre viva viva Pinochet!” o “faccetta nera”.
E si potrebbe andare anche più in là, ricordando tutti i morti per mano dei fasci di combattimento mussoliniani affiancati ai Carabinieri dello stato italiano nel reprimere le lotte rivoluzionarie degli anni ‘20...ma forse non ce n’è nemmeno bisogno.
Lo sappiamo perchè viviamo il mondo e le sue strade e abbiamo smesso tempo fa di credere che dietro a ogni divisa ci sia un buon samaritano come quelli della TV: sono persone che hanno scelto di esercitare arroganza e imposizione, di vivere col potere stretto nel manganello e nella pistola e che nella testa hanno un mondo di ordine, disciplina, autorità, negazione della diversità e della contestazione: un mondo fascista.
Sappiamo che non sono delle “mele marce” con passioni destrorse, sono i sani figli del sistema giudiziario-repressivo, da sempre spalla a spalla a picchiare, spaventare, opprimere chiunque aneli a un mondo altro, alla liberazione, o anche solo a mettere in discussione la loro autorità.

A Forlì i nazifascisti hanno alzato il tiro e la Questura ha dimostrato che, va bene, è concesso.

Mai era accaduto che i nazifascisti (che purtroppo come in tutta Europa stanno montando i arroganza e consensi) si azzardassero a compiere un attacco in pieno stile così alla luce del giorno: vale a dire, sono sempre stati quelli col coltello facile e dalle aggressione notturne tanti-contro-uno/a, ora probabilmente si sentono forti e legittimati a proporsi in modalità squadrista anche alla luce del sole. (speriamo che qualcuna/o ricordi i due antifascisti accoltellati a Rimini tre anni fa che furono poi arrestati, loro per rissa, mentre i naziskin rei confessi erano liberi e benedetti dalla PM dell’inchiesta, cugina del fondatore di Forza Nuova Rimini. Non sono eccezioni, ma lucide rappresentazioni di “come va il mondo”)

I collegamenti sono fondamentali perchè se no si rischia di chiedere “giustizia” alle stesse persone che questi nazifascisti li coccolano, li aiutano, li votano. Si rischia di pensare che le forze dell’ordine ci dovrebbero difendere da questi aggressori (sempre che uno/a si voglia far difendere e non preferisca farlo da sè), ma come si può essere così ciechi/e da chiedere a chi ha manganellato ieri operai, migranti, studenti, lavoratrici del sesso, occupanti di case (etc) di difenderci oggi da chi queste stesse “categorie” le odia e le vuole sopprimere?!
Fascisti e forze dell’ordine hanno gli stessi nemici: sarebbe opportuno iniziare a considerarli reciprocamente, anche da parte di chi si vuole liberare di questo mondo autoritario.

E non possiamo nemmeno tollerare che adesso il PD e le sue varie emanazioni (cgil, cooperative, associazioni e mafiette collaterali) che si preoccupano scientificamente ogni giorno a livello internazionale, nazionale e locale di sfruttare e opprimere, ci parlino di Libertà.
Non si può lasciar parlare di antifascismo chi da un lato firma leggi liberticide (vedi decreto Minniti), dall’altro finanzia con milioni di euro i tagliagole libici per “risolvere il problema immigrazione” e si ricorda di scrivere post al vetriolo su internet o scendere in piazza quando sente di poter racimolare qualche consenso dalla sua decrepita anima più “a sinistra”.
Non possiamo lasciar dire una sola parola sull'antifascismo e sulla libertà da chi si arricchisce da decenni sul turismo nazifascista a Predappio (la giunta comunale del paese è da sempre di sinistra e oggi Frassineti, PD, è il più ferreo e arrogante promotore del "Museo del Ventennio") promuovendo un revisionismo della dittatura e di Mussolini davvero vomitevole.
Come al solito chi si autorganizza ci mette cuore, corpo, passione, si becca le denunce e i rischi in strada e poi questi infami politicanti in doppiopetto vengono a riscuotere i voti e gli applausi.
No. Sia ben chiaro: l’antifascismo per chi scrive è un valore vivo, inscindibile dalla critica al capitalismo che ha creato il fascismo storicamente.
E’ un’idea da calare nel presente e che può essere controproducente se non porta insita una critica a questo mondo tutto, che è il mondo dove PD e Forza Nuova possono convivere benissimo (e lo fanno) sulla pelle di tutti/e.

PRIMA I FASCISTI, POI I POMPIERI...
E alla luce di quanto accaduto in questi giorni possiamo ribadire serenamente che sindacati e partiti hanno fatto esattamente ciò che ci si aspettava: scavalcare un'assemblea che dopo la carica di venerdì pomeriggio si è spontaneamente riunita a casa di un ospitale ragazzo presente in piazza e monopolizzare il discorso politico e di piazza.
Mentre venerdì l'assemblea si confrontava, il martire della FIOM colpito dal bastone e la sua schiera era dagli sbirri a denunciare i fascisti. Gli stessi sbirri che in piazza hanno fatto entrare i fasci e poi ci sono messi a chiacchierare. Non crediamo ci sia bisogno di essere tanto radicali per valutare che questa scelta o è totalmente illogica oppure si inserisce nel teatrino dei ruoli sociali dove i poliziotti sono la parte neutrale della forza dello Stato e i contendenti di opposte fazioni vi si relazionano alternatamente.

Domenica il presidio antifascista autorganizzato, quasi totalmente ignorato dai mass media e perciò non rappresentato nello spettacolo politico,  si è trovato a interagire con una piazza e con delle strade gremite di gente che affollava il centro: interventi, volantinaggio, musica e tante facce nuove che hanno dato una boccata d'ossigeno vitale in un contesto provinciale come Forlì.
Le "forze sociali antifasciste" (ossia i famosi, i grandi, i padroni) hanno invece lanciato un poderoso corteo alle 18:00 di lunedì sera.
Hanno avuto la ricercata gloria nello spettacolo mediatico grazie ai soliti megafoni giornalistici e virtuali, ma nella "realtà" hanno sfilato per venti minuti il lunedì sera in una città deserta, o meglio, piena di specchi: PD, cigli, cisl, uil sbirri e giornalisti.
Fortunatamente anche lì uno spezzone autorganizzato c'è stato (in fondo, senza bandiere ne aberranti servizi d'ordine con fascia sul braccio e guantoni di pelle in tasca) ed è stata la sola cosa che ha salvato un pò il senso di quell'essere lì.
Anche se vi sarebbe stato un senso ulteriore nell'esser in piazza quel giorno: contestare e guastare la festa a quell'accozzaglia di sinistre figure melliflue, gialli amici dei padroni e delle prefetture, carnefici di ribelli, rivoluzionari/e ed eredi di una tradizione di oppressione.
Quell'oppressione che loro decantavano al microfono, l'oppressione della democrazia.
La democrazia che ha incarcerato le/i partigiane/i che non volevano deporre le armi dopo il 25 aprile per passare sorridenti dalla dittatura fascista alla dittatura del sogno americano e della DC, la stessa democrazia che amnistiava i carnefici del regime mussoliniano, reintegrava i prefetti, gli sbirri, i questori e imprigionava i/le rivoluzionari/e.
La stessa democrazia sancita nella sacra costituzione, quella carta che sempre gli/le antifasciste/i da scrivania osannano che, anche fosse la carta più nobile e meravigliosa del ci starebbe in odio e stretta e misera, perché la nostra vita e la sua multiformità non si può irreggimentare in un pezzo di carta.
La democrazia che in tutto il mondo si impone come un cancro e fa degli individui che si ribellano dei terroristi e di tutti il resto merce, zombi, risorse da sfruttare e corpi da dominare.

La stampa e i social network stanno facendo così tanto eco ai nazifascisti che di certo dovranno spendere molto meno nella prossima campagna elettorale per la propaganda.
A Forlì, come in tutta la Romagna il problema della presenza di questi figuri è in crescita e speriamo che lo siano anche l'attenzione, la rabbia e la voglia di chi decide di contrastarli.
I politicanti e i loro apparati di controllo e pacificazione sociale torneranno presto alle loro scrivanie e ai ricevimenti del Rotary, mentre le vacanze del santo natale faranno dimenticare nella sbornia della merce e dell'intrattenimento alle masse il pericolo nazifascista fino a ieri sulla bocca di tutte/i.
Chi crediamo non dimenticherà tutto questo sono le persone che hanno sentito smuoversi qualcosa nelle viscere ad esserci in piazza venerdì scorso o, che se non c'erano, hanno capito che non vogliono restare indifferenti mentre al vita scorre via, mentre il mondo se lo contendono orrori di colore diverso e stessa matrice: oppressione.
Chi non cerca sicurezze e consenso, ma complici e avventure.


NE CON I FASCISTI ASSASSINI, NE CON I POLITICANTI CAROGNE, NE TANTOMENO CON LE DIVISE!
Autorganizziamoci per liberarci ogni giorno di più, con rabbia e gioia!