Contenuto principale

COLLA O NAZIFASCISMO, QUESTO E’ IL DILEMMA…

Un breve reportage/analisi su Savignano, Forza Nuova e la miseria del presente.

A Savignano c’è una sede di nazifascisti.
Il partito stavolta è Forza Nuova, che in Romagna sembra puntare ad affermarsi.

Alcune/i antifascisti a metà luglio attaccano dei manifesti e volantinano l’invito a un’assemblea pubblica sul tema dell’antifascismo da tenersi in un bar a Savignano.

Il bar viene fatto chiudere con minacce e bugie dai carabineri e così le/gli antifasciste/i, (comprese/i alcune/i cittadine/i di Savignano venute/i per l'assemblea) terranno l’assemblea all’aperto, nella centrale piazza Giovanni XXIII.
I forzanuovisti di Savignano, in linea col loro partito di picchiatori/servi, hanno risposto all’assemblea pubblica antifascista tenutasi in piazza Giovanni XXIII presentandosi con mazze da baseball alla loro sede provando a venirci in contro. La polizia li ha amorevolmente fermati: i tempi non sono ancora maturi.
Se un/a antifascista avesse provato a presentarsi davanti a plotoni di celere e Digos con anche solo una bandiera sarebbe stato come minimo denunciato, perquisito e portato in caserma, in aggiunta se avesse tentato una qualsivoglia resistenza, menato.
Non è vittimismo, è la constatazione della realtà storica e geografica che viviamo. dozzine, centinaia di casi in tutto il territorio chiamato Italia possono testimoniare la veridicità di queste parole.
Così come è constatare il legame politico e di affetto che intercorre tra fascisti di Savignano e i carabinieri locali: si chiamano per nome e si chiamano al telefono, così come si spalleggiano e irridono i loro avversari, com’è capitato una notte, davanti alla caserma dei locali CC dove un gruppo di ragazze/i antifasciste/i è stato trattenuto, minacciato, identificato proprio perché colpevole di essere "passato così, davanti alla loro sede…!".

Di fronte a questi episodi che delineano quanto forze di polizia e fascisti siano uniti tra loro nel voler imporre un modello di vita oppressivo e liberticida, il dibattito cittadino sembra essersi incentrato non però sull’emergenza che rappresenta il nazifascismo oggi, nella terra che viviamo, ma, ancora une volta, sul degrado.
L’onnipresente, terrificante, tentacolare, risucchiacervello degrado.
Perché è accaduto?
Perché i muri del paese sarebbe stati “imbrattati” da alcuni manifesti che invitavano all’assemblea antifascista.

Trascurando per un momento il fatto (anche se sarebbe opportuno ragionarvi e ripristinare la realtà oggettiva invece della sua rappresentazione mediatica) che un foglio di carta su un pezzo di cemento resta un foglio di carta su un pezzo di cemento, ma vogliamo davvero arrivare a barattare l’indignazione per una locandina (!!) attacchinata su un muro, per la rimozione di queste da parte di individui che si dichiarano esplicitamente nazifascisti, che incitano al linciaggio e alle camere a gas, che vogliono un mondo da quarto Reich?!

Degrado e emergenza immigrazione sono le due formulette magiche che chiunque voglia far politica oggi può gridare o "postare", per avere consenso popolare e racimolare voti, potere, denaro…e il circolo ricomincia daccapo.
Oggi la politica è più che mai gestione poliziesca di ogni “questione sociale” (dal manganellare le/i lavoratrici/i in sciopero a internare povere/i e senza documenti) e perciò non c’è da stupirsi che i fascisti si propongano come braccio armato del cittadino.
Considerando prioritario l'avere "strade pulite" e vederle percorse (non vissute: da casa a lavoro, da lavoro al negozio) da gente italiana, produttiva, educata, vaccinata, deleghiamo la gestione delle città e delle collettività a questi rifiuti umani, abitati solo dall’odio verso il diverso, dalla frustrazione sfogata col coltello e con le grida, e dalla voglia di obbedire al capo.
Che si dicano fascisti o "tradizionalisti", che siano inquadrati in un partito o gente "del bar", il fascismo è prima di ogni altra cosa un'attitudine, un modo di vedere e volere il mondo.

La situazione è drammatica, visto che si riesce a produrre un discorso collettivo (o meglio, si blatera ripetendo quello che i produttori di opinioni dicono/scrivono) sul degrado e non si dibatte dei morti ammazzati dalle frontiere, della miseria esistenziale delle nostre vite, del razzismo assolutamente accettato quando non richiesto e incoraggiato, che ci fa trattare il nostro simile come un dato, una foto di uno straccione; se siamo diventate/i così avvelenate/i e meschine/i da esercitare solo diffidenza e cattiveria verso chiunque non corrisponda ai canoni che il potere ci ha imposto (bianco, etero, lavoratore, patriota, cattolico etc etc) il mondo che ci apprestiamo a vivere è davvero un inferno.

NOI NON VOGLIAMO ARRENDERCI ALLA CATASTROFE!
VOGLIAMO TENTARE E LOTTARE PER UN MONDO ALTRO.
PER NON ACCETTARE MAI LA PRESENZA DEI FASCISTI, DEI LORO COVI, DELLA LORO VISCIDA E TOSSICA PROPAGANDA CITTADINISTA E POPULISTA.

INVITIAMO TUTTE/I ALLA SECONDA ASSEMBLEA PUBBLICA SUL TEMA DEL NEOFASCISMO IN ROMAGNA E SULL'URGENZA DI CHIUDERE LA SEDE DI FORZA NUOVA A SAVIGNANO LUNEDì 21 AGOSTO, ORE 21:00, IN PIAZZA GIOVANNI XXIII!


-un antifascista-

(p.s. il testo è da intendersi a titolo personale perché non è frutto di un confronto assembleare, ma la necessità individuale di raccontare. Chiunque voglia utilizzare/riprodurre/divulgare questo testo è libera/o di farlo!)