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FORLI' - L’emergenza Portici?!

Un altro tassello di città da porre sotto controllo poliziesco.

Dopo la tentata aggressione contro una ragazza nell’area denominata Portici, a Forlì, il comune e le forze di polizia vogliono “riqualificare l’area, per renderla un luogo sicuro”.
Partiamo per ordine: il tentato stupro contro una giovane non è stato sventato da videocamere (quelle al massimo possono filmare e regalare attimi di sadico voyeurismo allo sbirro incaricato nei visionare i nastri) ne dalla pattuglia di piedipiatti di turno, è stato sventato dalla forza collettiva della ragazza e dei suoi amici.
Lo stupro (serve a qualcosa ricordare che più del 98% degli stupri avviene in famiglia, in casa, tra coppie??!) non è una conseguenza delle strade buie e del degrado urbano, ma della cultura patriarcale sulla quale lo stato si fonda. La nostra morale, la nostra educazione, il nostro oggettivare il corpo della donna (e butta dette e culi nudi sulle pubblicità per vendere saponi!!) incentivano e creano lo stupro(tra le altre cose) non luoghi di città non ancora sotto il controllo poliziesco.
Oltre alle videocamere l’altra promessa per assicurare l’area è la maggior presenza di guardie.
In questo senso l’ex sede di Romagna Acque dovrebbe diventare (non un centro sociale di quartiere, non uno spazio di cultura/incontro) una caserma. La nuova caserma della polizia municipale.
Perché ovviamente l’unica cura per il “disagio sociale” è la repressione. Più controlli, più arresti, più multe, più paura.
Serve a qualcosa ricordare che nelle caserme, nei CIE, nelle strade sono le forze di polizia le prime a molestare e stuprare, impunemente, chi si prostituisce e non solo; chi è più ricattabile e indifeso contro le divise (chi, come i/le lavoratori/trici sessuali Trans, è spesso inguaiato coi documenti).
Speriamo che serva a qualcosa ricordare che la realtà è ben diversa da quella che Il Resto del Carlino e i vari politologi improvvisati dei social network vogliono far passare, perché se no hanno gioco facile i fascisti bigotti che vomitano il loro odio anti immigrato, per i quali ogni male di ogni paese bianco si risolverebbe cacciando/arrestando/bruciando tutti i diversi.

Le strade (per chi scrive) sono sicure per chi le vive quando ci si conosce, quando si intessono legami di solidarietà, quando il tuo vicino o quella che sta sul marciapiede di fianco a bersi una birra non è un mostro di cui aver paura, ma un potenziale nuovo complice nel stare bene, insieme, in quel pezzo di città.
Le strade ci sembrano più sicure quando non c’è nessun occhio elettronico che ci spia, che ci toglie ogni nostra privacy e intimità; quando non si volta lo sguardo di fronte agli episodi di brutalità (ugualmente che siano perpetrati da gente di merda, stupratori o sbirri) ma ci si aiuta, spalleggia, difende.

I Portici non piacciono perché laddove doveva sorgere un centro commerciale, un'ennesima passerella per mangi-spreca soldi, adesso i negozi sono scomparsi: non piacciono perché non sono PRODUTTIVI. E ciò che non è produttivo in questo mondo è quanto meno inutile, se non pericoloso.
In quella area cementificata dagli speculatori (Coop adriatica e una società immobiliare milanese) ci stiamo anche noi, a bere a conoscerci, a passeggiare con amici cani e ascoltare la musica delle casse degli skater, noi che scriviamo queste parole e che siamo lucidamente convinti che le caserme, le videocamre, la paura, le leggi anti degrado, i fascisti con la loro testosteronica repressione da scaricare in faccia a qualche non-bianco, non siano la soluzione, siano il problema.


NON LASCIAMO GLI SPAZI A CHI SORVEGLIA E FA DELLE NOSTRE VITE CALCOLI DI LEGGE, NASTRI REGISTRATI, CONTROLLI DI DOCUMENTI. NON LASCIAMO VOCE AI RAZZISTI/FASCISTI CHE INCITANO ALL'ODIO E ALL'ORDINE.
REAGIAMO ALLA VIOLENZA DEGLI STUPRATORI, DELLE GUARDIE, DEI RAZZISTI.
PERCHè QUESTA  SOCIETà TERRORIZZATA E MESCHINA STA DIVENTANDO SEMPRE Più SIMILE AD UN ESERCITO E LE CITTà SEMPRE Più SIMILI A DELLE CARCERI, E DA INDIVIDUI CHE AGOGNANO LA LIBERTà, DI TUTTO QUESTO, VOGLIAMO VEDERE SOLO MACERIE FUMANTI.


- Alcune/i Anarchiche/ci degradate/i-