Contenuto principale

Bologna - Contributo contro lo sgombero di XM24

I NOSTRI SPAZI VANNO DIFESI
Che "Bologna non sia più la stessa di 15 anni fa" è un'ovvietà condivisa. L'operazione "Strade Sicure" e i pattugliamenti dell'esercito nei quartieri "caldi", l'intensificarsi della presenza della polizia, l'aumento dei controlli, le telecamere nelle strade, la militarizzazione della zona universitaria, la politica dura contro le occupazioni abitative e i nuovi palazzi di vetro e cemento, gli spazi sociali sotto attacco, la repressione sulle realtà più conflittuali tanto nelle strade, quanto nelle aule di tribunale.
In tutto ciò lo sgombero di XM24 è un fatto altamente simbolico, un momento con cui l'autorità cittadina vuole sancire la fase di compimento di un più ampio processo ed è proprio per questo che non possiamo farlo passare. Non sarà il successo di questa lotta a rovinare i piani dei signori della città, tuttavia il valore storico di 15 anni di autogestione e quello geografico di uno spazio nel bel mezzo di un quartiere in fase di stravolgimento, dà a questa battaglia un valore strategico. In gioco c'è ben più che una singola esperienza di autogestione, c'è un progetto politico di normalizzazione e mercificazione del tessuto urbano che a seguito dello sgombero avrebbe strada spianata.
CHI SONO I NEMICI?
I responsabili nell'immediato sono noti: il PD, con la sua amministrazione che in tema sicurezza vorrebbe superare a destra la Lega, gli interessi che protegge (Legacoop, Carisbo, Unipol progetto Fico, ecc.) e la Questura. È necessario però iscrivere costoro in un quadro più ampio, considerandoli i rappresentati e gli agenti materiali di un progetto sociale e politico finalizzato a realizzare una città scrutabile in ogni suo interstizio, che non prevede spazi e tempi dell'esistenza che non siano oggetto di consumo, una città a misura di controllo ed esclusione, in cui chi non accetterà le regole e chi non avrà sufficiente denaro in tasca sarà escluso dalla possibilità di attraversarla e viverla. Il compimento di questo abominio non va quindi ascritto alla malvagità di questa o quella amministrazione, ma inserito in un progetto più ampio di gentrificazione che interessa le città occidentali. Città come Londra, Berlino, Copenhagen, Milano hanno subito analoghi processi e alle volte conosciuto esperienze di resistenza vincenti.
DI CHI È QUESTA LOTTA?
Partiamo dall'ovvio. Spesso, come militanti, ci troviamo a lottare offrendo solidarietà a istanze e bisogni altrui: lottiamo a fianco dei lavoratori, dei migranti, degli occupanti e non lo facciamo solo per buon cuore, sappiamo infatti che la lotta a fianco degli esclusi fa parte di un cammino ben più lungo, che ci avvicina alla realizzazione dei nostri desideri. Quante volte però ci troviamo a batterci per noi stessi?
Evitare lo sgombero di XM24 è per noi stavolta un bisogno immediato. XM24 è uno spazio che viviamo: ci facciamo sport, partecipiamo ai concerti, alla presentazione di un libro, ci serigrafiamo le magliette, ci mangiamo o ci facciamo serata, conosciamo chi lo fa vivere e chi lo attraversa. XM24 in sintesi fa parte del nostro tessuto sociale e perderlo per noi sarebbe un problema immediato. Prima ancora che il quartiere Bolognina, o la città di Bologna, sarà gente come noi a rimetterci da questo sgombero ed è a gente come noi, che ci capisca nell'immediatezza della necessità, che vogliamo parlare. Pensiamo, per una volta, si debba avere il coraggio di partire da noi, dai nostri bisogni e desideri, senza la paura di non essere capiti.
Non siamo pochi, possiamo essere determinati, possiamo difenderci; non farci schiacciare sta a noi, incompatibili al loro mondo di merci.
DOVE AVVIENE QUESTA LOTTA?
Affermiamo la nostra compatibilità con una realtà diversa dai piani dell'autorità, ma sopratutto rivendichiamo la nostra incompatibilità con una città e un mondo in cui la nostra presenza non è assolutamente prevista. Prima di essere un esperimento di autogestione di grande valore sociale e l'esempio di un modo diverso di vivere lo spazio urbano, XM24 è una sacca di resistenza sociale non pianificata. Negli anni questo posto è diventato un punto di riferimento per chi, a Bologna e in tutta Italia, si sentiva incompatibile: un luogo accogliente per chi non è previsto nella piatta realtà sociale che lo Stato e il Capitale ci apparecchiano quotidianamente. Posti come questi non sono esperienze lineari, parto malato della pianificazione autoritaria, sono contesti aperti alla libertà di sperimentare e come tali ricchi di contraddizioni e problemi, ma d'altronde cosa aspettarsi dal rifugio degli esuli di un mondo corrotto?
Quando l'autorità ci mette in discussione accade di sentire la necessità di giustificarsi di fronte a essa, ricorrendo alle sue stesse retoriche e, così facendo, legittimando il nemico che ci accusa e l'immagine che ha predisposto per noi. Non riconosciamo la paura che abbiamo nel dichiarare chi siamo davvero. Negli ultimi 15 anni XM24 ha detto di sé tutto quello che aveva da dire senza nulla celare: si è fatto conoscere e si è fatto amici e nemici. Possiamo ricordare a tutti cosa è stato, il valore di quello che ha offerto e offre alla Bolognina e a Bologna, ma non possiamo illuderci di creare in pochi mesi un consenso favorevole alla sua presenza tanto più allargato di quello attuale.
Cominciamo col lottare, durante la lotta spiegheremo poi perché scegliamo di metterci di traverso e così facendo troveremo dei complici sul nostro cammino. Cominciare invece dallo spiegare alla "gente" che siamo dalla parte giusta rischia di prosciugare le nostre energie con risultati assai modesti. Migliaia di persone attraversano questo spazio ogni anno, è da loro che arriverà la solidarietà, questo è un dato di fatto. Chi doveva scegliere da che parte stare l'ha già fatto.
COME PORTARE AVANTI LA LOTTA?
La chiusura di spazi come Atlantide, l'Aula C, o lo sgombero dell'ex Telecom (solo per citarne alcuni), impongono di interrogarsi sull'efficacia delle lotte a difesa degli spazi autogestiti sinora sperimentate. Non vogliamo che lo sgombero di XM24 sia l'ennesima occasione di resistenza mancata. Non possiamo permettere che la nostra opposizione allo sgombero sia testimoniale: in questi anni siamo scesi in strada in tante e tanti, non gliene è fregato molto. Impedire i progetti del dominio significa dar conseguenza alle nostre parole, dargli forza e costruire una posizione credibile: lo sgombero di XM24 dovrà essere un problema, un problema generalizzato.
I lavoratori in lotta bloccano il loro lavoro, esercitano una pressione diretta sui padroni interrompendo e sabotando il normale ciclo di produzione della merce, la loro azione forse troverà solidarietà fra la gente comune, tuttavia è principalmente rivolta contro i responsabili della loro condizione. Così la nostra prima preoccupazione sarà di trovare la modalità più diretta possibile per intervenire sul problema, per portare un attacco concreto ai nostri nemici e ai loro interessi. Gli obiettivi dell'autorità sono un quartiere ordinato, pacificato, da porre a profitto, ebbene noi produrremo l'opposto, palesando che la riqualificazione non è poi un così buon affare e che l'opposizione ad essa può diventare un problema ingestibile. Ci rivolgiamo a esperienze come le giornate seguite allo sgombero del Can Vies a Barcellona, del Rote Flora ad Amburgo, del Corvaccio a Milano.
Ci permettiamo tanta determinazione perché la lotta per XM24 ci sembra abbia tutte le premesse per diventare una vera battaglia: un contesto partecipato, orizzontale, che ammette diversità di discorsi e di pratiche; un luogo che, per la sua storia, è in grado di mobilitare forze al di sopra di ogni aspettativa, purché non disconosca la propria natura.
Opporsi a questo sgombero in maniera determinata e plurale è quanto mai necessario, la posta in gioco è certamente XM24, ma non solo. Sotto attacco è tutto ciò che rappresenta l'altro da un mondo in cui regni l'ordine del profitto. Provare ad inceppare la macchina dello sgombero significa resistere su un piano più ampio a un'idea di mondo che vorrebbe schiacciarci per creare un deserto.
Non restiamo a guardare, ne va di un pezzo significativo della libertà di tutte e tutti.


XM24 non si tocca!

 

(A)lcuni/e vicini/e