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CON OGNI MEZZO NECESSARIO?

Voglio spendere qualche parola a proposito della proposta dell'ANPI di San lazzaro di Savena (Bologna), poi raccolta da una consigliera comunale, di vietare la concessione di spazi pubblici a chi non rinnega il fascismo, per impedire che realtà come Forza Nuova, Casapound e simili possano svolgere le loro iniziative in piazza.

L'ANPI, in breve, ha chiesto di rivedere il regolamento comunale della cittadina bolognese per la concessione del suolo pubblico, affinché le richieste di occupazione temporanea da parte di partiti politici, onlus e associazioni siano concesse "solo dopo previa sottoscrizione di una dichiarazione di adesione ai principi della Costituzione con particolare riferimento alla XII disposizione transitoria e finale", ovvero quella che afferma che “è vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

Ora, il consiglio comunale di San Lazzaro ha fatto sua la proposta dell'ANPI (tra l'altro annacquandola) approvando a maggio un ordine del giorno di modifica del regolamento di concessione di suolo e spazi pubblici, inserendo una semplice postilla in cui si dichiara che i partiti, le associazione e i gruppi devono firmare, da ora in avanti, un documento in cui dichiarano "di aver preso visione e comprensione" della famosa e fumosa XII disposizione finale della Costituzione (non più ADESIONE ai valori costituzionali, dunque, come chiedeva l'ANPI).

Questa scelta puramente demagogica fatta dai membri del consiglio comunale di San Lazzaro, che di per sè è totalmente inutile e non vincola proprio nessuno (come invece vogliono farci credere) è stata salutata con entusiasmo non solo dall'Associazione Nazionale Partigiani ma anche da aree del cosiddetto antifascismo militante. La cosa risulta invero imbarazzante ed è anche la ragione principale di questo scritto.

É stato detto, a riguardo, che quando c'è la volontà politica (sottinteso: dei partiti istituzionali) è possibile negare spazi ai movimenti neofascisti e così, attaccandosi a questo falso mito più volte dimostratosi errato, si finisce con l'appellarsi ai partiti e alle istituzioni comunali affinché affrontino il problema al posto nostro.
È buffo che non ci si accorga che queste sono parte dello stesso problema, quando legittimano i gruppi neofascisti e neorazzisti ma anche quando semplicemente fanno funzionare i propri strumenti legislativi, come in questo caso, apparentemente con una finalità antifascista. O dovremmo concludere che sono cattive solo quando autorizzano le manifestazioni dei fascisti e sono invece buone e giuste quando esibiscono un antifascismo di comodo (e pertanto ci fanno comodo)?

Già conosco in anticipo le giustificazioni. É giusto fare pressione politica verso i Comuni perchè adottino le giuste risoluzioni. Solo che si dimentica sempre che sono i mezzi con cui fare pressione ad essere basilari. Cambia se la pressione è stata attuata accodandosi alle richieste legalitarie dell'ANPI (e cioè, per meglio dire, del PD) oppure si è strappata qualche libertà attraverso contenuti e pratiche diffuse.

Il punto è che già mi sembra illogico che la libertà di manifestare debba essere chiesta a qualcheduno e che debba esistere addirittura un regolamento per esprimere questa libertà che, appare ovvio, se è concessa e regolata non è vera libertà (perchè, appunto, come è concessa può sempre venire tolta, vietata, che si viva in un regime fascista cosiccome in un regime sedicente democratico). Detto questo, ma chi glielo dice agli anarchici (che pure hanno pagato la loro lotta antifascista con repressione e lutti ed ancora la pagano) che per manifestare in piazza, o per richiedere un'occupazione di suolo pubblico, devono prima sottoscrivere una dichiarazione di adesione ai principi della Costituzione Repubblicana. Ovviamente suonerebbe alquanto strano. Sarebbe come se un repubblicano giurasse sulla monarchia (e tra l'altro ci fu chi lo fece, non tutti hanno la stessa idea di coerenza).

Certo, i fascisti mi fanno schifo! Certo, non voglio che abbiano spazi e legittimità, ma sono anche consapevole che i modi con cui sottrargli questi spazi e questa legittimità sono importanti. I mezzi che mi dò sono sempre rapportati al fine che voglio raggiungere. Per cui c'è una enorme differenza se gli spazi sotratti ai movimenti fascisti lo sono con mezzi libertari (che non vuol dire lasciar fare i fascisti ma, al contrario, agire in prima persona, in modo autorganizzato e non gerarchico, senza mediazione delle sovrastrutture istituzionali) o con mezzi autoritari come un regolamento comunale piovuto dall'alto.
A volte ci sono limiti autoimposti che non vogliamo superare, a volte questi limiti si possono pure transigere per delle emergenze o delle situazioni particolari, certo. Ma la questione è che mentre c'è chi si limita solo all'antifascismo, per qualcuno l'antifascismo è solo una delle tante declinazioni del più generale e comprensivo antiautoritarismo. Perchè, non va dimenticato, è nell'autoritarismo (il potere dell'autorità sugli altri) la fonte di ogni fascismo in potenza.

Siamo onesti, suvvia! Senza ribadire il fatto che il testo base per la polizia è ancora il TULPS del 1931 e il codice Rocco fascista è ancora la base dell'odierno codice penale italiano (e vorrà ben dire qualcosa se un sistema che si dice democratico usa gli stessi mezzi che furono del regime fascista...dovremmo ben trarne delle riflessioni, o no?), appare evidente che se le realtà neofasciste di oggi non sono mai state sciolte, continuano a partecipare alle elezioni e le loro manifestazioni vengono autorizzate, potendo esprimere tranquillamente e alla luce del sole i loro deliri razzisti verso chi non è italiano, e sono pure protette dagli organi di sicurezza e dalla magistratura, è perchè il sistema della democrazia rappresentativa, anche se lo volesse (e non lo vuole) non ha gli anticorpi adatti per evitare che ciò avvenga. Ne abbiamo ben visti di esempi nella storia: Hitler stesso andò al potere con sistemi e mezzi democratici e solo quando fu cancelliere si fece le leggi che voleva. Ma al potere ci andò con le leggi democratiche della Repubblica di Weimar.
Anche allora, sia in Germania che in Italia, c'era chi diceva: "calma, ci sono le leggi, ci sono le istituzioni democratiche che non permetteranno mai al nazismo e al fascismo di affermarsi. Non preoccupatevi, lasciate fare alle istituzioni democratiche, affidatevi a loro". Infatti abbiamo visto come è finita!

Molti si chiedono, giustamente, che cosa ne sarà di soluzioni di ripiego come quella del Comune di San Lazzaro, nel momento in cui questi partiti neofascisti firmeranno la famosa clausula e cioè di aver preso visione della postilla che richiama alla XII disposizione della Costituzione. Che cosa cambierà, di fatto? Giusto essere onesti: non cambierà niente!
Occorre aggiornare il nostro vocabolario. Fascista non è solo quel gruppo che vuole restaurare il vecchio partito fascista mussoliniano, nelle misure e nei modi previsti dalla legge e dalla Costituzione. Nel tempo gruppi neofascisti dei più disparati hanno effettuato - nonostante si richiamino ai contenuti del fascismo, all'Italia mussoliniana, ai simboli del ventennio e della RSI -  un costante aggiornamento (ideologico e nel modo di presentarsi) che ha coinciso con una vera e propria rinascita, pur in forma diversa, del fascismo. Addirittura, oggi, gruppi neofascisti si impadroniscono di simboli, fraseologia, estetica, miti e concetti anche del campo avverso (sinistra antagonista o libertaria). Per dire, qualche anno fa il movimento dei "forconi", all'interno del quale trovarono posto svariati fascisti, si presentò pubblicamente con volantini e manifesti recanti una massima dell'ex presidente della Repubblica Pertini, che fu socialista e antifascista.
Si delinea, quindi, in certi casi, una sorta di "mimesis" ovvero di mimetismo strategico dei gruppi neofascisti che inficia tutti i risibili tentativi della repressione legale e costituzionale dell'antifascismo istituzionale.
Non solo; sembra ormai svanita ogni differenza tra gruppi neofascisti classici e partiti come ad esempio la Lega Nord che, oltre a fare comunella coi camerati di Casapound e Lealtà Azione, e a sdoganarli di fatto nelle istituzioni all'interno delle proprie liste, non ha proprio nulla da invidiare in quanto a lessico e proposte razziste ai partiti di ispirazione fascista più beceri.
Se non si capisce come è mutato il fascismo di oggi, non si capirà nemmeno con quali mezzi combatterlo. E oltre ai mezzi, non si capirà nemmeno con quale fine.

L'ordine del giorno del consiglio comunale di San Lazzaro – mi dispiace per gli entusiasti – è stato dunque un atto meramente simbolico che non cambierà proprio nulla. Anzi, se proprio la vogliamo dire tutta, esso rappresenta semmai un ulteriore freno all'azione diretta propositiva dei singoli e alla capacità di fare rete, di intrecciare percorsi e relazioni dal basso, di creare controcultura, che è poi quello che davvero sembra mancare oggi.
Un antiautoritario che riflette