Dal 2005 ogni 10 febbraio la Repubblica nata dalla Resistenza onora i fascisti repubblichini, collaborazionisti dei nazisti tedeschi. Intanto a Cesena si medagliano.

L'ART. 3 della Legge del 2004 che istitutiva il "Giorno del Ricordo" di "tutte le vittime delle foibe" e dell'esodo del secondo dopoguerra, parla del conferimento alla memoria di "un'apposita insegna metallica con relativo diploma, al coniuge superstite, ai figli, ai nipoti e, in loro mancanza, ai congiunti fino al sesto grado di coloro che, dall’8 settembre 1943 al 10 febbraio 1947 in Istria, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale, sono stati soppressi e infoibati". Queste targhe o medaglie sono state conferite ogni 10 febbraio, dal 2005 per dieci anni (prorogati poi di altri 10) nelle sedi delle Prefetture e al Quirinale.
Proprio questa parte di attuazione della legge, svela quali fossero le finalità di chi l'ha proposta e cioè gli ambienti vicini alla destra post-fascista. Un'analisi di chi fossero questi 323 militi “medagliati” (fino ad ora) indica infatti che per il 70,37% erano militi della Milizia di Difesa Territoriale (MDT), cioè le camicie nere fasciste dell'Adriatisches Küstenland o altre formazioni al servizio diretto dei nazisti; per il 7,10% erano personale del regime fascista (tra cui alcuni riconosciuti criminali di guerra come Vincenzo Serrentino); nel residuo 23% (74 come numero) si trovano persone indicate come civili, ma in buona parte delatori o collaborazionisti a vario titolo al servizio dei nazisti. Si scopre poi che tra i medagliati ci sono anche partigiani uccisi dai tedeschi, tutti però messi incredibilmente in conto alle formazioni partigiane jugoslave. Queste sono analisi documentate da studi approfonditi, fatte da studiosi seri come la storica Alessandra Kersevan.
Tra l'altro la stessa legge del 2004, che certo di suo è già molto ambigua e si presta alle strumentalizzazioni di parte neofascista, è stata su questo punto ampiamente disattesa. Infatti al comma 3 della legge si fa una precisazione: «Sono esclusi dal riconoscimento coloro che sono stati soppressi (...) mentre facevano volontariamente parte di formazioni non al servizio dell’Italia». Si deve sapere che nell'Adriatisches Küstenland (province di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume e Lubiana), territorio sotto il diretto controllo nazista, la RSI non aveva giurisdizione e i tedeschi avevano espressamente vietato la leva obbligatoria nella RSI, per cui tutti i corpi fascisti (dalla X Mas ai battaglioni Mussolini, alla Milizia Difesa Territoriale, alle Brigate Nere, al Reggimento Alpini “Tagliamento”) che agivano sul confine orientale erano a base VOLONTARIA, inquadrati nelle divisioni naziste e per giunta dovevano giurare espressamente fedeltà ad Hitler. Se ne deduce che sicuramente quel 77% di medagliati erano stati volontari al servizio dei nazisti, non certo al servizio dell'Italia e quindi in base alla stessa legge del 2004 non avrebbero mai dovuto essere premiati, soprattutto da una Repubblica che si dice nata dalla Resistenza.

Purtroppo, invece, anche le autorità di Forlì-Cesena hanno concesso recentemente la medaglia alla memoria di un fascista volontario agli ordini di Hitler: il prefetto e l'amministrazione comunale di Cesena hanno medagliato difatti un certo Arturo Gianesi.
Questa la sua storia: il carabinere Gianesi, di Cesenatico, dopo l'8 settembre 1943, data dell'armistizio del governo Badoglio con gli alleati angoamericani, entrava volontariamente a far parte delle forze fasciste in Istria ai diretti comandi dei nazisti. L'Istria faceva parte dopo l’8 settembre del 1943 dell’Adriatisches Küstenland (OZAK), territorio sotto occupazione e controllo dei nazisti, nel quale i carabinieri erano stati inglobati nella Milizia Difesa Territoriale (MDT), corrispettivo della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) nella Repubblica Sociale di Mussolini. Nell’OZAK i militi repubblichini, come detto, dovevano giurare direttamente fedeltà ad Hitler e al III Reich ed erano usati nella repressione contro i partigiani. Arturo Gianesi era uno di questi, rivendicato dagli stessi eredi della RSI, come si può vedere in questo sito della "Fondazione RSI":
http://fondazionersi.org/mediawiki/images/2/2e/Acta80.pdf
Chi combatteva in Istria con la MDT nell’OZAK era dunque sicuramente VOLONTARIO perché di ideologia fascista.

Questa non è purtoppo un'eccezione. In ogni prefettura d'Italia accadono cose di questo genere in occasione di ogni 10 febbraio, dal momento che chi sceglie i nomi da premiare è l’ANVGD (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), movimento irredentista e nazionalista degli esuli italiani molto vicina agli ambienti della destra post-fascista.
Questo succede nel più totale silenzio delle organizzazioni politiche e culturali antifasciste, a cominciare dall’atteggiamento completamente remissivo dell’ANPI (a parte alcune lodevoli eccezioni locali).
Il risultato è questo “rigurgito” fascista ormai sistematico e istituzionalizzato.


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