Marzo 2017 - A Rimini non solo Forza Nuova. C'è anche Fratelli D'Italia-AN che cerca di concorrere a chi le fa più grosse. In Piazza Tre Martiri, infatti, il partito post-fascista di Giorgia Meloni e Ignazio La Russa, erede di Alleanza Nazionale, ha iniziato il 4 marzo scorso un banchetto con petizione per chiedere che ad alcune famiglie rom in difficoltà economiche non fossero concesse degli alloggi temporanei da parte del Comune di Rimini, nel corso del progetto di smantellamento del campo rom di via Islanda.
Oggetto della petizione svolta dai post-fascisti era il "No alla spesa di oltre un milione di euro per dare 10 case ai nomadi", gonfiando appositamente la cifra che, secondo lo stesso Comune di Rimini si aggirerebbe invece tra i 25mila e i 40mila euro per delle casette prefabbricate temporanee.
Oltretutto sembra che le casette non le pagherà il Comune di Rimini ma un concessionario privato.
Insomma, la solita bagarre della destra che specula su tempi come questi per guadagnare qualche consenso in più con la scusa ingiustificata della "corsia preferenziale" di cui secondo i post-fascisti beneficerebbero rom e immigrati rispetto ai cittadini italiani purosangue.
La cosa è estremamente ridicola, poichè è facile smentire queste favole con la cruda realtà delle cifre: nella ricca Rimini sono in carico dei servizi sociali 6.500 persone indigenti, mentre i rom di cui si parla sono appena 11 famiglie. La cosa assurda, semmai, è il fatto che invece che dare subito una casa a chi ne ha bisogno, sia esso una persona italiana, rom o immigrata, il Comune di Rimini ha ben pensato, chissà per quanto, di relegare queste persone dentro a dei prefabbricati. E sì che di case vuote da risistemare ce ne sarebbero oltre 10.000.

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