Ospitiamo un reportage da Ferrara, sulla situazione in quella città per quanto riguarda il diffondersi del razzismo istituzionale incarnato da partiti sempre più apertamente xenofobi e fascistoidi come la Lega Nord. Nel prossimo futuro vedremo di pubblicare anche un contributo riguardante l'emergere in quella città del movimento neofascista CasaPound. Ambedue le formazioni, affiancandosi a Fratelli D'Italia-Alleanza Nazionale, negli ultimi anni stanno spingendo sull'acceleratore di un becero razzismo che tenta di fomentare campagne discriminatorie contro gli immigrati, con il contributo decisivo dei media locali e nazionali a cui non sembra vero alimentare gli allarmismi sulla sicurezza e quindi le vendite di giornali e lo share in tv. Vi è da dire che il PD segue a ruota con gli stessi argomenti. Purtroppo è difficile seguire tutte le vicende che riguardano l'estendersi a macchia di leopardo del razzismo. Vi sono aggiornamenti continui. Quello che segue è un report sugli eventi cardine che hanno interessato la Lega Nord estense nell'ultimo anno e poco più.

Ferrara. Nel 1989, dopo neanche quattro anni di lavori, venne ultimato nella prima periferia estense un complesso di 50mila metri quadrati di proprietà privata che doveva ospitare appartamenti, uffici e servizi. Questo enorme complesso, che prese poi il nome di “Palaspecchi”, fu sequestrato per presunte infiltrazioni mafiose all'indomani del termine dei lavori.

Per oltre 25 anni nessuno si è interessato a quel mostro di vetro e cemento, a parte fare qualche proposta spot sui quotidiani locali. Da circa due anni, invece, pare sia diventato un business elettorale. Partito Democratico (il sindaco Tiziano Tagliani) e Lega Nord (Nicola Lodi) in consiglio comunale fanno bagarre. Il punto d'incontro verte sullo sgombero dell'edificio, che nel frattempo ha dato un tetto ad alcune persone che non l'avevano.

 “Se non dovesse chiudersi quell'operazione […] il Comune si farà carico d'intervenire, ma con soldi pubblici: non basterebbe sgomberare, sarebbe necessario costruire tutto attorno al quartiere un muro di mattoni alto almeno quattro metri”. No, non è di Nicola Lodi il virgolettato  ma del sindaco matrice PD!

Ma la Lega Nord non è certo da meno e visto che la gara è di chi la fa più grossa, Lodi ha deciso di farsi uno sgombero-show fai-da-te in diretta TV davanti alle onnipresenti telecamere di Rete 4, entrando nell'ex complesso dirigenziale e gettando letteralmente dalla finestra in pieno stile fascistoide materassi, coperte, alimenti e pentole di indigenti che non potendosi permettere una casa vera avevano trovato riparo di fortuna all'interno di uno stabile vuoto da quasi trent'anni.

Polizia, Carabinieri, Municipale, arrivano tutti, anche il capo di gabinetto della questura di Ferrara, Pietro Scroccarello, che hanno scortato Lodi nell'uscire. La sceneggiata ormai si è consumata.

E anche Rete 4 ha avuto il suo scoop ribattezzando l'ormai storico palazzo degli specchi con un più raccapricciante “Palazzo degli orrori”. Appena una ventina i militanti-curiosi che hanno seguito la pagliacciata col naso all'insù dal parco adiacente.

Ma non è certo la prima volta che i leghisti ferraresi occupano, simbolicamente s'intende, il Palaspecchi e non solo quello.

È ormai un paio d'anni che la locale sezione del carroccio ha accelerato la sua campagna allarmistica e denigratoria nei confronti degli immigrati e questo immobile privato dove da sempre trovano rifugio, per lo più temporaneamente, è potuto diventare il suo cavallo di battaglia per una sonnolenta città come Ferrara. Lodi è sui giornali locali pressoché quotidianamente con sproloqui vari. Secondo le ormai quasi giornaliere dichiarazioni rese alla stampa dalla Lega, nel Palaspecchi vivrebbero da anni centinaia di clandestini dediti a molteplici crimini, “una bomba per la legalità […] della città tutta”, senza parlare dell'immancabile “degrado” che si estenderebbe in tutto il quartiere circostante. Nell'ottobre scorso, così, il palazzo viene sgomberato dalla locale questura: delle centinaia di occupanti nemmeno l'ombra, il bilancio è di appena 17 persone presenti all'interno, prevalentemente mendicanti e senza fissa dimora.

Ma il Palaspecchi è appunto solo un cavallo di battaglia, sono ormai sistematiche le incursioni di Nicola Lodi e dei suoi fedeli che, muniti di telecamere per riprendere letti e fornelli, entrano in ogni stabile abbandonato per dimostrare che vi dormono senzatetto ed ordinare a gran voce: “Abbattere lo stabile!”.

La Lega Nord ha anche inscenato fiaccolate notturne in zona stazione, zona da sempre accusata di essere una delle più degradate della città. Inutile dire che anche in questo caso l'obiettivo delle proteste era la presenza nella zona di immigrati.

E la Lega non manca nemmeno a San Bartolomeo in Bosco, dove anche se al momento non è previsto l'arrivo di nuovi richiedenti asilo, il carroccio ha deciso comunque di organizzare una manifestazione al grido, inequivocabilmente razzista, di “Non siamo la pattumiera di Ferrara!”, perché si vociferava del possibile trasferimento di richiedenti asilo politico da Ferrara e minacciando le “barricate come a Gorino”, i cui tristi fatti conosciamo tutti. Immancabile come sempre anche qui la diretta TV.

E ancora lo scorso 12 marzo ha organizzato una 'domenica della sicurezza', una manifestazione lungo le vie della città per fomentare un clima di paura nei confronti degli stranieri e cercare di ottenere l'intervento dell'esecito (operazione "Strade Sicure") nella sonnolenta Ferrara. E una volta ottenuto l'esercito? Le intenzioni del leghista Nicola Lodi sono dichiarate: "Bisogna entrare nei grattacieli, non sorvegliarli ogni tanto, bisogna entrarci e fare qualcosa h 24" e ancora vorrebbe un "censimento di tutte le persone straniere che ci sono a Ferrara, e decidere nero su bianco chi può restare e chi no" insomma polizia in stile squadracce, che poi il nesso è azzeccato.

Cani sciolti.

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